Istat, inflazione record. Ad aprile tasso all’1,5%

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Si tratta del rialzo più alto dal febbraio del 2009. L’aumento è dovuto soprattutto a trasporti, servizi ed elettricità. Preoccupazione da parte delle associazioni dei consumatori che parlano di una ricaduta pari a 450 euro annui per le famiglie

L'inflazione ad aprile è salita dello 0,4% su base mensile, mentre su base annuale è aumentata dell'1,5%. Lo comunica l’Istat, confermando le stime diffuse il 30 aprile. Si tratta del rialzo tendenziale più alto da febbraio del 2009. L'indice armonizzato dei prezzi al consumo Ipca (l'indice armonizzato europeo, ottenuto tenendo conto delle riduzioni temporanee di prezzo e che fornisce ormai la base di calcolo per il rinnovo dei contratti di lavoro) ha registrato invece una variazione del +0,9% congiunturale e dell'1,6% tendenziale.

Ad aprile - aggiunge l'Istat – gli aumenti congiunturali più significativi sono stati rilevati per i capitoli trasporti (+1,3%), servizi ricettivi e di ristorazione (+1%) e abitazione, acqua, elettricità e combustibili (+0,5%); variazioni nulle si sono registrate nei capitoli prodotti alimentari e bevande analcoliche e comunicazioni.

Nell'ambito delle venti città capoluogo di regione, gli aumenti tendenziali più elevati dell'indice NIC si sono verificati nelle città di Aosta (+3,1%), Trieste e Napoli (+2,3% per entrambe) e Torino (+2,1%); le variazioni più moderate hanno riguardato le città di Bari (+0,6%), Bologna (+0,8%), Genova e Firenze (+1,2% per entrambe).

E le associazione dei consumatori lanciano l’allarme e parlano di forti ricadute sulle famiglie. La "grave" crescita del tasso di inflazione, ad aprile, "desta forte preoccupazione, dal momento che avrà pesanti ricadute, sia sul benessere delle famiglie, che dovranno far fronte a maggiori spese per 450 euro annui, sia sull'economia del nostro Paese, che continuerà a subire le conseguenze della contrazione della domanda interna". E' la denuncia di Adusbef e Federconsumatori. "Non si possono e non si devono rimandare oltre - dichiarano Rosario Trefiletti (Federconsumaori) ed Elio Lannutti (Adusbef) - degli interventi determinati, da parte di chi ha responsabilità di governo, per avviare una vera ripresa dell'economia". Una ripresa che, secondo le associazioni dei consumatori, "potrà iniziare solo con: manovre di rilancio della domanda di mercato, attraverso un'anticipazione della riforma fiscale che preveda una immediata detassazione per il reddito fisso, da lavoro e da pensione, di almeno 1200 euro annui; seri provvedimenti che blocchino le speculazioni in atto, che non riguardano unicamente il settore dei carburanti; un blocco delle tariffe, come già promesso da diversi mesi e un'applicazione immediata dei provvedimenti previsti dal protocollo sui carburanti".

Per il Codacons i dati preannunciano un'estate salata per i cittadini italiani. "In base alle nostre stime, queste percentuali si tradurranno in una maggiore spesa per le vacanze estive fino a +120 euro a cittadino rispetto al 2009 - afferma il presidente Carlo Rienzi - Rincari che si riverseranno soprattutto nel settore dei pacchetti vacanze con mete estere, e che potrebbero addirittura essere più pesanti qualora la corsa dei carburanti non dovesse arrestarsi".
"La conseguenza di tali aumenti - conclude Rienzi - sarà la rinuncia alle vacanze da parte di molte famiglie, una riduzione significativa dei giorni di villeggiatura e la scelta di mete più vicine onde contenere i costi di trasporto". 

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