Venerdì nero per le Borse. Euro ai minimi

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Torna la paura sui mercati. Male tutti i listini europei a causa dei timori sui debiti degli stati. Milano perde il 5%. La moneta unica ai minimi dal 2008. Fmi: tengono i conti pubblici dell'Italia

Chiusura di settimana da dimenticare per le Borse europee, schiacciate dal ritorno del timore sui debiti pubblici, dalla speculazione sui titoli di Stato di alcuni Paesi e dal forte calo dell'euro, con Madrid che ha ceduto quasi sette punti percentuali e Milano oltre il 5%.

Ma cos’è che spaventa i mercati? Il rischio è che i debiti pubblici del Vecchio continente non calino abbastanza. Vuol dire che i paesi europei, in rosso, faranno fatica a ripagare i debiti contratti: da qui il timore di insolvibilità dei “malati d’Europa”. Questa scarsa fiducia si ripercuote soprattutto sulle banche perché investono in titoli sovrani (emessi dagli stati). Inoltre pesano i timori di una scarsa crescita delle economie. A rasserenare gli animi degli investitori non ha certo contribuito la “sparata” , almeno intempestiva, del numero uno di Deutsche bank, Josef Ackerman, che ha sollevato nuovi dubbi sulla solvibilità della Grecia.

L'euro scende ai minimi da 14 mesi, cioè dal marzo del 2009, sotto quota 1,25 dollari. La moneta unica ha toccato il minimo di 1,2493 dollari per poi risalire a 1,2524. Ma a metà giornata è scivolato di nuovo a 1,243, per poi toccare 1,2424 dollari, il livello più basso da novembre 2008.

Che gli investitori non credano ad una uscita dalla crisi lo dimostra l’impennata del prezzo dell’oro. Il metallo giallo è il bene rifugio per eccellenza. Quando chi investe non si fida del mercato e teme di non poter guadagnare decide di puntare sui lingotti. Oggi l’oro ha sfiorato i 1,250 dollari all'oncia: al mercato di New York le quotazioni sono salite fino a 1.249,20 dollari l'oncia.

Fmi: tengono i conti pubblici dell'Italia- I paesi più ricchi continuano ad accumulare debito nonostante il miglioramento dell'economia. E, se non vogliono mettere a rischio la ripresa, devono agire "in modo deciso e significativo" per mettere in ordine i conti pubblici. Il nuovo appello all'azione arriva dal Fondo Monetario Internazionale (Fmi) che, nel Fiscal Monitor Report, constata però la tenuta dei conti pubblici italiani: il rapporto deficit/pil, quest'anno al 5,2%, si ridurrà gradualmente nei prossimi anni raggiungendo il 4,6% nel 2019. Il debito pubblico é previsto passare dal 118,6% del pil del 2010 al 124,7% nel 2015. Per portare il debito al 60% del pil nel 2030, all'Italia serve una correzione del 4,1% del pil fra il 2010 e il 2020, ovvero un aggiustamento decisamente inferiore a quello richiesto alla Francia (8,3%) e in linea con quello tedesco (4%). L'Italia, così come tutte le economie avanzate, per riordinare i conti deve agire soprattutto su due fronti: le pensioni e la sanità. Senza dimenticare che una maggiore efficienza del sistema fiscale consentirebbe ai aumentare le entrate.


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