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Crisi, la Spagna taglia gli stipendi del 5%

1' di lettura

Il premier spagnolo Zapatero ha annunciato al Parlamento il taglio dei salari dei dipendenti della pubblica amministrazione e il loro congelamento nel 2011. Ottima risposta della Borsa iberica che sale immediatamente del 2,5%


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Il premier spagnolo Jose Luis Zapatero ha annunciato al parlamento iberico che taglierà gli stipendi dei dipendenti pubblici del 5% nell’anno in corso e li congelerà nel 2011. Il Premier ha spiegato - scrive la Bloomberg - che le misure sono una risposta alle richieste dei ministri delle Finanze europei per una stretta ai bilanci dopo il pacchetto di aiuti anti-crisi, e serviranno a riportare la fiducia sui mercati.

Tra gli altri obiettivi del governo, è previsto il taglio del rapporto deficit/Pil al 9,3% nel 2010 e al 6,5% nel 2011, dall'11,2% del 2009.

L'annuncio dell'ulteriore giro di vite presentato oggi  è stato accolto bene dalla borsa di Madrid: l'Ibex 35, che aveva aperto con una caduta dell'1,7%, ha riguadagnato i 10 mila punti crescendo oltre il 2,5% dopo le 10 della mattina.

Il premier socialista ha dettagliato la sforbiciata da 15 miliardi richiesta alla Spagna dall'Eurogruppo la scorsa  domenica per ridurre più velocemente il deficit (al 11,4% nel  2009) già quest'anno ed il prossimo e riportarlo vicino al 3%  nel 2013.

Il governo ridurrà già nel secondo semestre 2010 gli stipendi dei funzionari pubblici del 5% e li congelerà nel  2011. Il taglio sarà progressivo e colpirà i redditi più alti, mentre il governo si taglierà le proprie retribuzioni del 15%. L'esecutivo ha inoltre eliminato dal primo gennaio 2011 il  cosiddetto cheque-bebè, l'assegno di 2.500 euro che lo stato staccava a tutti i cittadini - senza distinzione di reddito -  che avevano un figlio. I tagli colpiscono anche le pensioni, sospendendo la loro rivalutazione nel 2011. In questo caso si salvano dal taglio le pensioni minime e quelle non contributive.

Le sforbiciate del governo toccheranno anche gli aiuti allo sviluppo, a cui verranno decurtati 600 milioni di euro, e gli investimenti pubblici, ridotti di più di 6 miliardi nel 2010 e 2011. Il governo ha inoltre chiesto a regioni e  comuni un ulteriore risparmio di 1,2 miliardi di euro. Zapatero ha riconosciuto oggi che i problemi della Spagna "si chiamano 11,2% di deficit e 20% di disoccupazione", ed ha chiesto "uno sforzo speciale singolare e straordinario" a tutto il paese.

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