Crisi, verso riforma Patto Ue senza toccare Maastricht

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Bruxelles vara la nuova proposta di modifica dell'accordo di stabilità e di crescita, che, però, non implicherà alcun cambiamento del Trattato del 1992. Via libera della Commissione europea all'adozione dell'euro da parte dell'Estonia dal 1° gennaio 2011

Dopo il via libero al piano salva Stati da 750 miliardi Bruxelles ha varato, nella mattinata del 12 maggio, la proposta di riforma del Patto europeo di stabilità, per rafforzare il coordinamento delle politiche economiche e di bilancio all'interno della zona euro. Il progetto avanzato dalla Commissione Ue prevede: 1) uno speciale monitoraggio dei debiti con possibili sanzioni per chi viola gli impegni presi come la sospensione dei fondi strutturali e di coeseione; 2) un'operazione di vigilanza preventiva sulle finanze pubbliche degli Stati membri, che comporti l'estione del controllo alle riforme strutturali e alle politiche per la competitività; 3) l'introduzione, a partire dal 2011, d'un "semestre europeo", volto a "coordinare e sincronizzare" le manovre di bilancio e le riforme dei vari Paesi; 4) la creazione d'un meccanismo permanente di risoluzione delle crisi.

Presentando il pacchetto di proposte riformatorie, il presidente della Commissione Ue Josè Manuel Barroso ha spiegato che col maxi piano per la stabilizzazione dell'euro "l'Europa ha affrontato l'emergenza immediata. Ora c'è bisogno di rafforzare la governance economica dell'Europa, mettendo in campo gli strumenti per un rafforzamento del Patto e della crescita dell'economia". Come tuttavia precisato dal commissario Ue agli affari economici e monetari Olli Rehn, il varo delle proposte riformatorie non implicherà una modifica del Trattato di Maastricht, ma solamente un intervento a livello di legislazione secondaria.

Bruxelles, infine, ha dato il via libera all'adozione dell'euro da parte dell'Estonia a partire dal 1° gennaio 2011. L'esecutivo comunitario ha approvato la "raccomandazione" indirizzata al Consiglio Ue e alla Bce, nella quale s'approva l'ingresso di Tallin nell'Eurozona a partire dall'anno prossimo come dicissettesimo partner.

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