Moody's: l'Italia non è un paese a rischio

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Per l'agenzia di rating l'Italia non è stata "in prima linea durante la crisi finanziaria globale" ed è abbastanza stabile di fronte ai rischi. Il federalismo fiscale potrebbe diventare un fattore di rischio. Frattini rassicura: "Nessun rischio Grecia"

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L'Italia non è tra i paesi più a rischio fra quelli colpiti dalla crisi, perché non è stata "in prima linea durante la crisi finanziaria globale" e non lo è neanche ora che "la crisi finanziaria si trasforma in crisi del debito pubblico". E' quanto si legge nella pagina di apertura del rapporto dell'agenzia di rating Moody's dedicato all'Italia e intitolato "La sfida italiana: contenimento del debito con bassa crescita", che verrà tra poco presentato a Milano. E anche per il futuro l'Italia gode di "un outlook (prospettive, ndr) stabile per il 2010" a livello di rating.

Moody's parla di "rischi sistemici stabili", in presenza però di "sfide che persistono". Tra queste Moody's indica "le rigidità di bilancio", "un debito relativamente alto anche se sostenibile", la riduzione di risorse da parte del governo centrale in futuro". A rendere stabili i rischi sistemici contribuisce, per quanto riguarda l'Italia, "un ambiente operativo relativamente stabile", per quanto riguarda le regioni "una pressione più bassa dal settore della salute" e per quanto riguarda città e province "una disciplina fiscale dovuta al patto interno di stabilità"' che consente "una stabilizzazione del debito". Il federalismo fiscale rappresenta un "fattore di incertezza" per l'Italia.

All'Italia è richiesto uno sforzo relativamente moderato per tenere sotto controllo il debito pubblico e il paese può contare a questo riguardo su un track record incoraggiante, tuttavia la spesa per interessi rappresenta una possibile fonte di vulnerabilità.

Secondo il ministro degli esteri Franco Frattini l'Italia non è a rischio come la Grecia:



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