I tagli alla Giustizia mettono in crisi il sistema

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Gli uffici giudiziari sono messi in ginocchio dalla riduzione dei finanziamenti. Ma tra notifiche consegnate ancora via posta e le custodie dei beni sequestrati, gli sprechi non si contano

La rubrica di Sky TG24 “Di tasca tua …” questa settimana è andata a indagare sulle spese per la giustizia. E da quanto scoperto sembra proprio che sia fuori controllo.

I tagli mettono in crisi gli uffici giudiziari. Manca la carta ma poi per notifiche o custodie di beni sequestrati si buttano un sacco di soldi.

I numeri: il bilancio del ministero della giustizia nel 2010 sarà di 7,4 miliardi, nel 2009 era pari a 7,5 contro i quasi 8 miliardi del 2008 superati dagli stanziamenti del 2007. Più della metà del totale è erogata dal dipartimento dell’organizzazione giudiziaria.

Nel 2008 le spese di giustizia sono state 739 milioni, quest’anno dati ancora non definitivi intorno ai 700. Di questi 150milioni per periti e consulenti, 30 milioni per custodire beni sequestrati e addirittura 50 per le notifiche, nell’era informatica si consegnano ancora per posta o a mano.

Una voce fondamentale del capitolo spese di giustizia sono le intercettazioni. Spesa che si presta a strumentalizzazioni politiche. Fermiamoci ai numeri. Nel 2009 la spesa è stata di 265milioni nel 2008 di 244milioni, nel 2007, 224milioni. Che corrispondono a il 33-34% delle spese di giustizia, ma al 3-4% del bilancio complessivo del ministero.

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