Aperto il congresso della Cgil, Epifani: Lavoro è priorità

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Al via a Rimini il XVI congresso del più grande sindacato italiano. Presenti i vertici di Confindustria e tanti politici. Il segretario apre a Cisl e Uil e propone "un piano straordinario per il lavoro". Proteste di un gruppo di precari Cgil

Si apre a Rimini il XVI congresso della Cgil. A dare il via ai lavori, per l’ultima volta come segretario generale della confederazione, è Guglielmo Epifani. Il suo mandato scadrà il 20 settembre. Tra i candidati alla successione c’è Susanna Camusso, attuale segretario confederale. È lei la favorita. Sarebbe la prima donna a capo del più grande sindacato italiano.

Platea illustre al Palacongressi della città romagnola. Nelle prime file ci sono sia tanti politici di sinistra sia rappresentanti del governo. C’è il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, il ministro del Welfare Maurizio Sacconi, il leader dell’Italia dei valori Antonio Di Pietro, il segretario del Pd Pierluigi Bersani, la presidente del partito democratico Rosi Bindi e tanti altri. Ovazione per l’arrivo del governatore della Puglia Nichi Vendola. Presenti anche il segretario della Uil Luigi Angeletti e della Cisl Raffaele Bonanni. Attesa per Emma Marcegaglia, Alberto Bombassei e Giampaolo Galli: per la prima volta ad un congresso della Cgil ci sono tutte le più alte cariche di Confindustria.

I temi centrali dell’incontro, che si chiuderà sabato, saranno lavoro e occupazione. Ma anche la riforma fiscale e i rapporti con Cisl e Uil. “Il lavoro e l’occupazione devono costituire la priorità delle priorità – esordisce Epifani –, il fondamento e l’obiettivo delle politiche industriali, fiscali e sociali”. Per questo, spiega il leader della Cgil, serve “un piano straordinario per il lavoro”. “Ci vuole un impegno straordinario per almeno tre anni – continua – per reperire e convogliare risorse verso investimenti capaci di favorire occupazione aggiuntiva”. Un “progetto per il Paese” con cui, secondo Epifani, si potrebbero creare fino a 400 mila nuovi posti nella scuola e nella pubblica amministrazione. “Il piano per il lavoro deve essere composto da tre parti – aggiunge il segretario –. Uno stimolo di carattere fiscale agli investimenti in ricerca, innovazione e formazione nella filiera manifatturiera; un allentamento del patto di stabilità degli Enti locali; una riapertura del turnover nella scuola, nell'università, nelle pubbliche amministrazioni per almeno un triennio”. “Il governo rifletta su questo. Ormai c’è troppa distanza tra i problemi dei cittadini e quello di cui si occupa quotidianamente la politica”, afferma Epifani lanciando l’idea di una grande manifestazione da tenere a Milano il 2 giugno. “Se la Cisl e la Uil vogliono prendere in mano i problemi della democrazia sindacale, come hanno detto, noi siamo pronti a ricercare le ragioni e i contenuti di un accordo tra i sindacati”, ha concluso il leader della Cgil.

Un gruppo di persone, intanto, protesta davanti al Palacongressi. Sono lavoratori precari provenienti soprattutto da Puglia, Sicilia, Calabria, Abruzzo, Campania e Veneto. “Siamo precari Cgil – spiega Simona Miceli, una delle manifestanti –. Abbiamo lavorato in nero per la Cgil per molto tempo. Alcuni di noi sono stati precari a lungo e poi licenziati. I dirigenti che ci hanno tenuto in nero per tanti anni, ci hanno fatto mobbing e ci hanno offeso devono andare a casa”. I giovani si sono incatenati al cancello d’ingresso e hanno appeso degli striscioni: “Chi non si muove non può rendersi conto delle proprie catene. Epifani: ignorateci adesso!!!".

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