Crisi Grecia, le Borse ancora giù. Euro ai minimi da un anno

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Dopo una giornata altalenante chiudono in rosso tutte le piazze europee. Male anche i listini asiatici e Wall Street. A pesare sono soprattutto i rating del Portogallo messi sotto osservazione e gli scontri ad Atene. L'euro scende a 1,2884 dollari

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Altra giornata negativa per le piazze finanziarie europee. Chiudono tutte al ribasso, trascinate dalla crisi greca. Atena perde il 3,9 per cento. Giù anche Piazza Affari (-1,28 per cento), Parigi (-1,44 per cento), Londra (-1,28 per cento) e Madrid (-2,27 per cento).

Le Borse hanno aperto in lieve rialzo ma sono andate in picchiata dopo la notizia dei morti durante le manifestazioni in Grecia. Un altro colpo ai listini è arrivato da Moody’s che ha deciso di mettere sotto osservazione i rating del Portogallo per un possibile declassamento. In giornata si erano anche diffuse voci su una imminente richiesta da parte della Spagna di 280 miliardi di euro di aiuti. La smentita del primo ministro spagnolo Jose Luis Rodriguez Zapatero, l’avvio negativo ma non pessimo di Wall Street, i dati positivi sugli occupati americani del settore privato, hanno consentito alle Borse europee di contenere le perdite. Ma la paura che la crisi economica contagi altri Paesi continua a sfavorire il mercato azionario e a spingere verso più sicuri investimenti nei titoli di stato. L'acquisto massiccio dei Bund tedeschi allarga il differenziale con i titoli di stato degli altri Paesi. L’effetto Grecia si fa sentire pure sulle piazze asiatiche. Hong Kong chiude in flessione dell'1,49%.

Anche l’euro in calo: scende a 1,2884 dollari, al nuovo minimo da un anno. Il cancelliere tedesco Angela Merkel, parlando al parlamento, ha detto che è in gioco “il futuro dell'Europa e con esso il futuro della Germania in Europa”. “Siamo di fronte ad un bivio, alla crisi più grave dalla nascita della moneta unica”, ha aggiunto. Secondo Jean-Claude Juncker, presidente dell’Eurogruppo, non c’è “un rischio di contagio oggettivamente fondato”. Mister Euro si è detto d’accordo con la Merkel sulla necessità di rafforzare il Patto di stabilità. Una discussione che i leader dell'Eurozona affronteranno al vertice di venerdì sera a Bruxelles. Juncker ha però ribadito di essere contrario all'ipotesi, avanzata dalla Germania, di cacciare dalla zona euro Paesi che in futuro terranno un comportamento simile a quello tenuto dalla Grecia negli ultimi anni.

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