Marchionne: La flessibilità non si applica solo a Pomigliano

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Fiat chiede flessibilità ai lavoratori di tutti gli stabilimenti italiani e dice che su Pomigliano serve un accordo in tempi brevi perché è necessario fare degli investimenti. Umori contrapposti fuori dallo stabilimento campano tra rassegnazione e fiducia

L’AD dell’azienda torinese, Sergio Marchionne, prima dell’incontro con il presidente della Regione Piemonte torna sul piano di salvataggio della Fiat: "La flessibilità è un concetto che si applica non solo a Pomigliano ci sono anche Mirafiori, Cassino, Melfi. Occorre un accordo standard per tutti gli stabilimenti".

"No, lo standard è uno stabilimento moderno", ha risposto a chi chiedeva se Melfi fosse il riferimento. Su Pomigliano "l'accordo bisogna farlo al più presto possibile, perché devono partire gli investimenti".

Il gruppo Fiat ha promesso investimenti per 700 milioni a Pomigliano, ma chiede un'intesa sulla flessibilità del lavoro. "Sono disponibile a un accordo che porti avanti gli investimenti", ha risposto Marchionne a chi chiedeva se fosse possibile un accordo senza la Cgil. "Se ci sarà Cgil... vedremo. Spero che rientri nel discorso, (per Cgil) sarebbe un grande peccato non farlo".

Fuori dai cancelli dello stabilimento Fiat di Pomigliano gli umori rimangono contrastanti. Alcuni lavoratori si dicono fiduciosi: “Penso che finché c’è lavoro le cose vanno bene così”. Mentre altri sono molto scettici: “Stiamo perdendo diritti che i nostri nonni e i nostri bisnonni hanno conquistato con tanta fatica. Devono ricordarsi che siamo degli esseri umani”.

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