Marchionne: senza accordo niente investimenti a Pomigliano

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"Faremo, più o meno, 20 mld di euro di investimenti in Italia. Ci vorranno 5 anni per spenderli e direi che i sindacati si possono accontentare", così l'ad di Fiat Sergio Marchionne

Senza l'accordo con i sindacati l'investimento di 700 mln previsto per Pomigliano non partirà. A ribadire quanto già annunciato ieri in occasione del 'Fiat Day' è l'amministratore delegato del Gruppo, Sergio Marchionne. Al termine dell'incontro con il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, per illustrare il piano industriale, il top manager è tornato ad avvisare il sindacato sulla necessità di trovare un accordo sulla flessibilità del lavoro per lo stabilimento di Pomigliano d'Arco.

"A Pomigliano bisogna chiudere e se non si chiude l'investimento non parte. Senza l'accordo non si possono fare gli investimenti: ci sono 700 milioni che stanno aspettando che qualcuno decida di mettersi d'accordo".
Come è noto, a mantenere posizioni fortemente critiche sulle decisioni aziendali di Fiat riguardo agli stabilimenti italiani (soprattutto Termini Imerese e, appunto, Pomigliano d'Arco) è la Fiom Cgil. E proprio riguardo agli altri stabilimenti italiani, Marchionne ha voluto sottolineare che "su Termini il discorso è stato già chiuso" mentre non esita a definire "incredibili" i numeri sul futuro di Mirafiori, che ha l'obiettivo di arrivare a più di 200mila vetture all'anno: "Faremo, più o meno, 20 mld di euro di investimenti in Italia. Ci vorranno 5 anni per spenderli e direi che i sindacati si possono accontentare", ha concluso Marchionne.



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