Sale il prezzo delle materie prime: la spesa sarà più cara

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Si accrescono i timori di un’accelerazione del costo di alimentari, benzina ed apparecchi elettronici. Potrebbe tornare l'inflazione per effetto della speculazione e della corsa dell’economia cinese che divora risorse energetiche

L’aumento dei prezzi delle materie prime rischia di frenare la ripresa mondiale. Una ripresa, per la verità, ancora non troppo convinta. Sale il costo del petrolio, della cellulosa, dell’alluminio. Questa inflazione importata rischia di avere ripercussioni sui prodotti finali di largo consumo: dai beni alimentari (quelli contenuti in involucri di alluminio o cartone) alle auto, alla benzina.

Il motivo di questa nuova impennata dei prezzi delle materie prime è “colpa”, oltre che della speculazione, della corsa della locomotiva cinese (e delle altre economie emergenti) che ha surriscaldato la domanda mondiale di petrolio, ferro, metalli impiegati nell’industria manifatturiera. Se la Cina ha fatto da traino all’economia globale (supplendo al rallentamento di Usa ed Europa) nell’anno più nero della crisi economica, adesso la sua crescita impetuosa rischia di rendere più leggero il nostro portafoglio e più vuoto il carrello della spesa.

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