Tremonti: riforma del fisco in 2 o 3 anni

Il ministro dell'Economia Giulio Tremonti
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Il ministro dell'Economia parla al forum di Cernobbio: "L'attuale sistema fiscale e' stato disegnato negli anni Sessanta. Deve essere modificato". E attacca la grande finanza

Al Forum Confcommercio a Cernobbio è intervenuto oggi il ministro dell'Economia Giulio Tremonti che ha spazziato con dalla situazione finanziaria attuale fino alla possibile riforma del sistema fiscale. Su quest'ultimo si è soffermato spiegando che "l'attuale sistema fiscale è stato disegnato negli anni Sessanta e messo in legge negli anni Settanta, poi continuamente rattoppato e non so con quanta efficacia. Il sistema deve essere modificato". Secondo il ministro dell'Economia il sistema va allineato con la realtà economica e sociale del paese. Il tempo per attuare la riforma? "Il sistema attualmente in vigore è stato studiato in otto anni: credo che 2-3 anni sia il tempo giusto" per mettere a punto la riforma "discutendo con tutti", ha precisato il ministro dell'Economia, aggiungendo "una riforma di questo tipo è talmente strutturale che non può essere né inventata né fatta oggetto di dibattiti estemporanei ma deve essere studiata, discussa, smontata e rimontata in un tempo che corrisponda negli obiettivi all'effettiva importanza del tema".

Sempre in tema fiscale Tremonti ha difeso le scelte del governo, affermando tra l'altro che "non abbiamo mai introdotto una tassa o aumentato un'aliquota". L'aumento della pressione fiscale che risulta dalle cifre, secondo il ministro può risultare fuorviante: "Se nel calcolo del gettito aumenta la quota derivante dai giochi e dalle lotterie, non si tratta certo di un aumento della pressione fiscale imposta - sostiene - e se si conteggia nel gettito lo scudo fiscale, comunque fatto con un'aliquota più alta di altri paesi, quei soldi non sono una pressione fiscale imposta".

In precedenza Tremonti aveva rinnovato il suo punto di vista critico verso il mondo della finanza, con il quale da molto tempo ormai si è rotto il feeling. "I governi hanno dato alla finanza soldi per salvarsi, - ha detto il ministro - la finanza usa ora questi soldi per speculare contro i governi stessi". Per quanto riguarda la crisi l'inquilino di via XX Settembre ha spiegato che l'Italia ha tenuto e terrà anche in futuro e che il paese ha registrato tassi di disoccupazione inferiori alla media europea. Il problema della crisi, ha aggiunto, non è l'exit strategy ma quello del suo management, della gestione della crisi: "La crisi nella sua configurazione, è mutata, continua a girarci intorno"

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