Bce: indispensabile la riforma della spesa pubblica

Jean Claude Trichet, presidente della Bce
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Su 16 paesi dell'area euro ben 14 superano la soglia del 3% nel rapporto deficit pil. Secondo la banca centrale il rientro è una priorità da risolvere entro il 2011

Nel suo bollettino mensile la Banca Centrale Europa dà una dura strigliata ai governi europei. Su 16 paesi dell'area euro, infatti, ben 14 "hanno riportato disavanzi superiori al valore di riferimento pari al 3% del Pil"; soltanto Finlandia e Lussemburgo hanno rispettato la soglia. Tre paesi in particolare, Grecia, Irlanda e Spagna, hanno addirittura registrato rapporti disavanzo/pil a due cifre (rispettivamente -12,7% la Grecia, -11,7% l'Irlanda e - 11,4% la Spagna). Gli altri paesi sono divisi in due gruppi, con Portogallo, Francia, Slovacchia, Belgio, Cipro, Slovenia e Italia che si collocano in un rapporto deficit/pil oscillan tra tra il 5 e il 9,5% e Paesi Bassi, Malta, Austria e Germania che hanno evidenziato un disavanzo in rapporto compreso tra il 3 e il 4,9%". A parte Cipro tutti questi paesi sono sottoposti a procedure per disavanzi eccessivi.

Tutti questi paesi, aggiunge l'istituto di Francoforte, devono ora rispettare gli impegni assunti "nel quadro delle procedure". Data ultima per dare inizio al risanamento delle finanze pubbliche secondo la Bce il 2011 e il risultato dovrà spingersi ben  oltre il requisito minimo di correzione annua fissato nel Patto di  stabilità e crescita allo 0,5% del pil." "La riforma della spesa - continua la Bce - va  posta in primo piano".

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