L'arbitrato sui licenziamenti è legge. E scoppia la polemica

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Il Senato ha approvato definitivamente la norma che consente di ricorrere all'abitrato invece che al giudice in caso di contezioso tra lavoratore e azienda. Per la Cgil e l'opposizione è un attacco all'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori

A otto anni dal duro scontro tra la Cgil e il governo Berlusconi sull'art.18, si riaccende la polemica sulla norma dello Statuto dei Lavoratori che prevede il reintegro del lavoratore licenziato senza giusta causa nelle aziende con più di 15 dipendenti.

A farle scoppiare le polemiche è la parte sull'arbitrato del d isegno di legge delega sul lavoro, che il Senato ha approvato in via definitiva , trasformandola in norma di legge.

L'opposizione e la Cgil non hanno dubbi: è un attacco all'art.18; tesi respinta con forza dal ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, convinto si tratti dell' "ennesima prova della malafede di chi vuole sempre accendere la tensione sociale". E una polemica - a suo parere - dal sapore elettoralistico: "In due anni di iter parlamentare nessuno ha mai gridato allo scandalo. Oggi, in vista delle elezioni, si grida alla lesa maesta"', dice Sacconi che aggiunge: "Questo testo è il frutto di un intenso lavoro parlamentare e ha un origine: l'autore fu Marco Biagi", il giuslavorista ucciso il 19 marzo del 2002 dalle Br. ASCOLTA L'INTERVENTO


Treu, sempre in aula, ribatte: "Lasciamo stare Biagi. Sono una persona moderata. Ribadisco le mie critiche dure e rispettose. E' chiaro che l'arbitro può comportarsi bene, ma è bene che sia scritto il rispetto delle norme contrattuali e di legge".



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