Grecia, scatta il piano anticrisi: pensioni congelate

Poliziotti schierati davanti al Parlamento greco ad Atene
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Il governo di Atene ha approvato misure aggiuntive anti-deficit per 4,8 miliardi di euro. Nel pacchetto è previsto anche un rincaro dell'Iva, tagli a tredicesima, quattordicesima e salari

Il governo greco ha varato la stretta per evitare il default: approvate misure aggiuntive anti-deficit per 4,8 miliardi di euro. Il nuovo piano prevede misure aggiuntive pari al 2% del Pil, di cui 2,4 miliardi di euro di aumenti fiscali. Nel pacchetto è previsto un rincaro dell'Iva dal 19% al 21%, il congelamento per quest'anno delle pensioni, una patrimoniale una tantum per chi guadagna oltre 100 mila euro l'anno, il taglio del 30% dei bonus percepiti dai lavoratori del pubblico impiego durante le vacanze di Natale, di Pasqua e di agosto, una riduzione del 12% delle indennità salariali dei dipendenti pubblici, un incremento di 3-8 cent al litro delle tasse sui carburanti e un aumento di quelle su alcool e tabacco, una tassa sulle proprietà eccelesiastiche e sulle attività commerciali della chiesa e nuove tasse sui beni di lusso (yacht, gioielli, auto).

Intanto la Germania ha chiarito che non intende offrire nessun aiuto finanziario alla Grecia al prossimo vertice che si terrà venerdì prossimo a Berlino tra il cancelliere, Angela Merkel e il premier greco, George Papandreou. Lo rende noto un portavoce del governo tedesco, il quale fa anche sapere che la Germania accoglie con soddisfazione le nuove misure anti-deficit varate oggi dal governo greco, aggiungendo però che Atene dovrà implementarle. 

Il capo della Confindustria tedesca, Hans Peter Keitel, ha sostenuto invece che Germania e Francia dovranno offrire aiuto alla Grecia per evitare che finisca in bancarotta. "Dobbiamo pensare a soluzioni bilaterali - dice Keitel - nel caso in cui non ci dovesse essere una ristrutturazione gestita dal Fmi". Fonti del governo greco rivelano infatti che il premier George Papandreou potrebbe rivolgersi al Fondo monetario internazionale per avere aiuti se non riceverà adeguato supporto da parte dell'Europa. Infine l'Unione europea sta studiando la messa a punto di "strumenti di solidarietà" a favore degli Stati della zona euro che si trovano in difficoltà: lo ha confermato, presentando la strategia per l'Europa nel 2020, il presidente della commissione europea José Manuel Barroso, aggiungendo che in questa fase "delicata", caratterizzata da un "intenso dibattito sulla situazione greca", non si può entrare nel dettaglio.

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