Economia Ue, Barroso: "Bisogna tornare a crescita del 2%"

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Prima di incontare il capo di Stato italiano Giorgio Napolitano, che è in visita a Bruxelles, il presidente della Commissione europea ha presentato la strategia per il rilancio, nei prossimi dieci anni, del vecchio continente

José Manuel Barroso, presidente della Commissione europea, ha presentato a Bruxelles la strategia "Europa 2020", in cui sono enumerati gli obiettivi da perseguire in vista d'una crescita economica, nel prossimo decennio, del vecchio continente. Il punto di svolta, secondo Barroso, deve assolutamente verificarsi nel 2010, perché "mantenere lo status quo ci condannerebbe inevitabilmente a un graduale declino, relegando l'Europa a un ruolo di secondo piano".

Rilevando come la crisi abbia totalmente ridimensionato "il potenziale di crescita dell'economia europea", il presidente ha individuato nel ritorno "a una crescita del 2% o di più nei prossimi anni" il principale obiettivo del nuovo piano. Ha, quindi, elencato gli altri fini, che la strategia "Europa 2020" intende perseguire: 1) innalzamento al 75% del tasso d'occupazione tra i 20 e i 64 anni; 2) l'aumento, al 3% del Pil della Ue, delle risorse investite in ricerca e innovazione; 3) riduzione del 20% dell'emissioni di C02; 4) abbassamento, a meno del 10%, della quota di giovani, che abbandonano la scuola, e conseguente innalzamento, almeno al 40%, del numero dei diplomati o laureati; 5) impegno a ridurre di 20 milioni d'unità il numero di persone a rischio povertà.

La grande differenza, rispetto alla precedente strategia, non è tanto negli obiettivi ma, come ha indicato lo stesso Barroso, nella traduzione d'essi in ogni singolo paese membro, tenendo conto delle specifiche differenze nazionali. Toccherà alla Ue giudicare sufficiente o meno il relativo impegno dei singoli Stati, dei quali quelli ritenuti "virtuosi" saranno premiati con incentivi sul fronte dell'accesso ai fondi europei. Quelli, invece, inadempienti saranno oggetto di raccomandazioni da parte della stessa Ue.

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