Scudo fiscale, la Lega attacca Bankitalia per le cifre

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Per la Banca d'Italia rimpatriati solo 35 miliardi di euro sui 95 annunciati dal Tesoro. Se il Pd torna a parlare di condono, il ministro Calderoli attacca l'Istituto centrale guidato da Mario Draghi

Lo scudo fiscale riaccende la polemica tra maggioranza e opposizione. Oggetto del dibattito il dato di Bankitalia secondo il quale i rimpatri con liquidazione sono stati pari a poco meno di 35 miliardi di euro.

Sulle cifre, il direttore dell'Agenzia delle Entrate, Attilio Befera, è intervenuto per dire che si tratta solo di "giochi statistici" e che lo scudo è stato "uno straordinario successo".

Il Pd torna invece a ribadire che si è trattato solo di "un condono a vantaggio degli evasori". Sempre in tema fiscale, il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, ha detto che il cantiere della riforma partirà dopo le elezioni regionali. Cisl e Cgil chiedono di ripensare la tassazione sulle rendite. Infine Equitalia, la società della riscossione, ha reso noti i risultati del 2009: il recupero di tributi evasi, comprensivi di interessi e sanzioni, è stato pari a 7,7 miliardi di euro.

Sullo scudo Befera ha dunque contestato le interpretazioni fatte dal quotidiano Repubblica sui dati forniti da Palazzo Koch: "Bankitalia fotografa al 15 dicembre 2009 l'ammontare di 35 miliardi, in quanto considera i soli flussi finanziari provenienti dall'estero, tipicamente bonifici bancari. In realtà il rimpatrio è stato fatto anche da titoli e altre consistenze patrimoniali. In particolare 85 miliardi di euro sono stati composti da capitali rilevanti, 10 miliardi da somme varie e minori (beni preziosi, eccetera)". A conti fatti lo scudo ha prodotto "93 miliardi di euro rimpatriati in Italia ad ogni effetto e 2 miliardi regolarizzati".

Se la prende invece direttamente con la Banca d'Italia il ministro della Semplificazione Roberto Calderoli: "L'operazione scudo fiscale rappresenta il più grande successo di sempre. Bankitalia torni ai suoi doveri istituzionali".

Enrico Letta del Pd commenta: "Ci aspettiamo che il governo smentisca il ministro Calderoli per i suoi attacchi alla Banca d'Italia e al suo governatore. Sarebbe paradossale - argomenta - che questo non avvenisse nel momento in cui il governo stesso è impegnato nel sostegno della candidatura di Draghi alla presidenza della Bce".

Parlando della riforma il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, ha chiesto di "aumentare al più presto la tassazione sulle rendite finanziarie perche' e' demenziale che siano ancora al 12,5%". Stessa posizione viene espressa anche dal segretario confederale della Cgil, Agostino Megale, il quale auspica anche di ritrovare "un terreno unitario" con Cisl e Uil "per incalzare il governo e ottenere urgentemente una riforma per un fisco piu' giusto e più equo".

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