Giulio Tremonti: la riforma delle pensioni non è necessaria

Giulio Tremonti
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Il ministro dell'economia sostiene che l'Italia non ha nessun problema con le pensioni. Smentite inoltre le indiscrezioni su un presunto ammanco di 9 miliardi. E sul futuro presidente della Bce dichiara: l'Italia ha un ottimo candidato.

L'Italia non ha bisogno di riformare il sistema pensionistico, a differenza di altri Paesi europei che si trovano ad affrontare squilibri rilevanti. Lo ha detto il ministro dell'Economia Giulio Tremonti a Bruxelles per l'Ecofin, secondo quanto confermato dal portavoce. "Molti paesi in Europa hanno problemi con le pensioni, ma noi non abbiamo questo problema", ha detto il ministro. "In Italia la riforma l'abbiamo già fatta".

Le parole di Tremonti sono una risposta indiretta a quanto affermato da Silvio Berlusconi venerdì scorso, quando aveva dichirato che le pensioni pesano sempre di più sui conti pubblici e di aver posto il problema dell'eta pensionabile all'Unione europea.

Il ministro dell'economia ha poi proseguito rispondendo all'indiscrezione di un quotidiano, che ha parlato di una ammanco di 9 milardi: "Non esiste nessun tipo di buco" nei conti pubblici italiani, "è un non problema" ha detto Tremonti.  "Faremo un comunicato - ha precisato - è solo un fatto di contabilizzazione". Il direttore generale del Tesoro Vittorio Grilli ha spiegato che si tratta di denaro "che esce come anticipazione di Banca d'Italia sui conti della tesoreria dello Stato".

Anche sulla questione della Grecia il ministro dell'Economia Giulio Tremonti ha rassicurato, confermando come l'esposizione delle banche italiane nel paese ellenico è "molto bassa"."Il sistema Italia - ha detto citando i dati della Banca dei regolamenti internazionali - è esposto per circa 8 miliardi di euro, mentre quello tedesco per 35 miliardi e quello francese per 80 miliardi". Il ministro ha quindi ribadito come in generale, nell'ambito della crisi finanziaria degli ultimi due anni,, "il sistema italiano ha tenuto".

Il minstro dell'economia è intervenuto anche per quanto riguarda il post Trichet: "Per l'elezione del vice presidente della Bce noi abbiamo chiesto il voto segreto e di seguire il criterio del miglior candidato, e all'unanimità è stato nominato il governatore della banca centrale portoghese Constancio, giudicato da tutti l'uomo giusto al posto giusto. Fra venti mesi chiederemo di nuovo di utilizzare lo stesso criterio. E l'Italia ha un candidato che consideriamo ottimo".

"Non esistono criteri basati su Stati grandi e piccoli", ha spiegato dunque Tremonti, ricordando come il primo presidente della Bce è stato l'olandese Duisenberg "che veniva da un Paese medio ed e' stato un buon presidente". "Non esiste neanche un criterio nord-sud - ha aggiunto il ministro - e nemmeno il criterio che siccome la Bce e' a Francoforte c'e' una preclusione per chi viene da quel Paese".

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