Bersani: gli unici a non avere tassa su grandi patrimoni

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Il segretario del Pd ha inoltre ribadito la necessità di un piano nazionale anticrisi e la disponibilità del suo partito a discuterlo con la maggioranza

"Io non chiedo una tassa patrimoniale, non sono d'accordo, ma mi aspetto che qualcuno mi spieghi perché siamo l'unico Paese dell'Ocse che non ha una tassa sui grandi patrimoni. Tremonti ci spieghi perché".
Lo ha detto il leader del Pd, Pierluigi Bersani, nel suo intervento di chiusura del festival 'ManiFutura', organizzato dal Nens a Pisa. Più in generale sul tema del fisco Bersani ha ribadito la necessità di "semplificare il sistema e riordinare anche la discussione in materia".

Dal Governo, ha detto Bersani, "arrivano sparate sempre diverse, come 'togliamo l'Irap' o 'tagliamo le aliquote', e poi non succede niente". Per il segretario Pd invece bisogna "fare un'operazione di semplificazione, in particolare per quanto riguarda le piccole e medie imprese". L'obiettivo è "mettere un pò di soldi in tasca alle imprese", ha detto Bersani, spiegando che bisogna "trovare qualche soluzione, o agendo sugli adempimenti fiscali, o lavorando sui pagamenti da parte della P.a. o rinviando la manovra sul Tfr, per mettere un pò di soldi, un pò di liquidità in giro" perché, ha spiegato ancora Bersani, "le imprese sono in situazione di grave difficoltà di liquidità'.

Il segretario del Pd parla anche della necessità di un piano nazionale anticrisi.
"Sono 20 mesi che abbiamo segno meno, in coincidenza con l'inizio di questa legislatura. Il paese non è stato messo di fronte ai suoi problemi e quindi si è trovato disarmato. Quando il problema viene negato l'idea antica di un ottimismo fatalistico può prenderci la mano e metterci nei guai. Ecco quel che è successo, un addormentamento, una minimizzazione. Se non c'è una discussione pubblica dei problemi tu non correggi gli errori, ti affidi a continui luoghi comuni".
A questo punto, Bersani, sottolineando la necessità di un piano nazionale anticrisi e la disponibilità del Pd a discuterlo con la maggioranza, ha ricordato i "meccanismi anomali del Parlamento con la reiterazione di decreti e voti di fiducia che ha condizionato e limitato il dibattito politico, ha intimidito i soggetti sociali, ha determinato un conformismo paralizzante". Bersani ha osservato che, in conseguenza di tutto questo, "noi non stiamo correndo più velocemente. Draghi ha detto che siamo più lontani - ha aggiunto - di dove eravamo rispetto ad altri e siamo andando più lenti degli altri". "Non è detto però - ha proseguito - che non possiamo rimontare. Se siamo preoccupati per il nostro paese, bisogna che ripartiamo dalla verità". 

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