L'Antitrust: in Italia ci sono settori con poca concorrenza

Treni dell'alta velocità in Stazione Centrale a Milano
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A lanciare l'allarme è stata l'autorità garante della concorrenza e del mercato che ha sottolineato la necessità di riformare alcuni servizi a partire da Poste, autostrade, ferrovie e aeroporti

Poste, ferrovie, autostrade e aeroporti. Sono questi i settori dove c'è ancora poca concorrenza.  A lanciare l'allarme è l'Antitrust nella relazione inviata a governo e parlamento in vista della prima legge annuale sulla concorrenza. Secondo l'Autority guidata da Antonio Catricalà per rendere più  moderna l'economia  nazionale bisogna partire proprio da questi settori considerati ancora critici. La ricetta è una sola: rivedere le norme che li proteggono puntando allo stesso tempo su riforme  che possano assicurare nuovi assetti.  No dunque a mercati riservati come avviene nelle poste che entro il 2010, secondo quanto stabilito da una direttiva europea, dovranno essere completamente aperte alla concorrenza. Per rendere concorrenziale poi  il settore dei trasporti ferroviari sarà necessaria una maggiore trasparenza  tra i vari settori. Capitolo a parte banche e assicurazioni per le quali l'Autority ribadisce l'esigenza di una nuova legge che riformi la governance. Essenziali poi le riforme nel settore energetico a partire da un nuovo assetto della rete dei carburanti e da una modifica delle modalità di accesso al mercato dello stoccaggio. Ma non è tutto.L'Autority chiede a governo e parlamento anche maggiori poteri al fine di tutelare non solo il mercato ma anche i consumatori.

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