Fiat, Bonanni: non spezzare il legame con il paese

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Intervengono i segretati di Cisl e Uil e chiedono un'intervento della famiglia Agnelli. Romiti: la Fiat foraggiata dallo Stato? Leggenda da sfatare. Ma Bossi rilancia la polemica

"C'è sempre stato un rapporto morale forte tra la Fiat e il Paese, un consenso sociale fortissimo. Spezzare questo sodalizio è davvero un errore". Lo ha detto all'Ansa il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, che parla di "silenzio della famiglia" sulle vicende dell'Auto. "Un'azienda - prosegue Bonanni - non vive solo di fattori economici e commerciali, c'è anche un rapporto con i lavoratori e con i cittadini. Questa sembra invece solo una fredda storia di mercato, ma gli affari non si possono fare al di fuori di un clima di consenso. La proprietà ha un atteggiamento neutro, distaccato, sembra di stare nelle contrade anglosassoni. L'unica cosa che ho sentito è stata un'assicurazione di Elkann sul non disimpegno da Torino".

Il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti, invece auspica l'arrivo di un concorrente di Fiat: "si faccia venire un'altra casa automobilistica che ha voglia di investire nel nostro Paese. L'obiettivo di Marchionne di fare 900.000 auto nel 2012 non è sufficiente", ha detto Angeletti, specificando che ormai gli interessi della casa torinese non coincidono più con quelli del paese.

La polemica tra governo e Fiat viene riattizzata intanto dal ministro delle riforme Umberto Bossi che afferma che la Fiat "ha vissuto con gli aiuti dello Stato per tanto tempo". A rispondergli indirettamente è Cesare Romiti, per tanti anni amministratore delegato del gruppo torinese, che in un colloquio con il Corriere della Sera dice "questa storia di una Fiat salvata e foraggiata dallo Stato è una leggenda da sfatare. Magari avessimo potuto disporre di quelle cifre". Romiti prosegue rivendicando i successi commerciali e industriali raggiunti grazie al lavoro di quanti, negli ultimi decenni, hanno prestato le loro capacità all'industria automobilistica italiana e l'aver portato una cultura industriale nel sud Italia. Riconosce che la Fiat ha avuto gli incentivi, ma questi, specifica, servono e sono usati in tutta Europa.

La Cgia, la confederazione delle piccole imprese e degli artigiani, intanto rende noto di aver calcolato i contributi ricevuti da Fiat negli ultimi anni. Sarebbero 270 milioni di euro i contributi e i finanziamenti agevolati ricevuti negli ultimi 3 anni  dall'azienda di Torino. "Se consideriamo che stiamo parlando del  principale gruppo industriale italiano - commenta Giuseppe Bortolussi segretario della Cgia - questi 270 milioni sono un importo tutto  sommato abbastanza contenuto. Una cosa però è certa: sicuramente non possono lamentarsi del trattamento economico ricevuto quando c'era la lira".

Sul fronte politico si segnala infine l'intervento di Pier Ferdinando Casini che tenta di gettare acqua sul fuoco. "Io non credo che serva in questo  momento lo scontro tra la Fiat e il governo. C'è una ricchezza  nazionale da salvaguardare e ci sono lavoratori. Non dimentichiamoci  di loro, di coloro che rischiano di perdere il lavoro" ha detto il leader centrista a Bari.


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