Eni: in Iran rispetteremo vecchi contratti, ma no a nuovi

La sede dell'Eni a Milano
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Paolo Scaroni ha spiegato che gli accordi firmati nel 2000 e nel 2001 saranno rispettati, ma non ne verranno fatti nuovi. L'Eni costretta dalla Ue a cedere tra gasdotti.

Paolo Scaroni, numero uno di Eni, ha specificato che il gruppo energetico "non interromperà la sua attivita' in Iran. Onoreremo - ha spiegato - i due contratti già firmati nel 2000 e nel 2001, perché gli impegni vanno rispettati, e il governo italiano conosce questa nostra posizione. Non faremo però - ha aggiunto Scaroni - nuovi contratti". L'amministratore delegato di Eni ha parlato a margine della decisione dell'azienda di cedere le sue partecipazioni nei gasdotti Tag (che arriva dalla Russia), Tenp e Transitgas (che partono dall'Olanda e Norvegia) come richiesto dall'Unione Europa, che a riguardo aveva aperto un'inchiesta per abuso di posizione dominante.

"La cessione non tocca il cuore della nostra attivita' di distribuzione del gas" ha dichiarato Scaroni, aggiungendo che "e' un'operazione dolorosa più sul piano concettuale che su quello pratico. Non ci fa male perché continueremo a essere leader nella vendita di gas". I gasdotti resteranno comunque in mani italiane. Eni, infatti, dismetterà la sua partecipazione del gasdotto Tag a un'autorità pubblica "molto simile alla Cassa depositi e prestiti".

L'Unione Europea ha accolto favorevolmente la notizia. In una nota si specifica che così vengono meno "meno le preoccupazioni per un abuso di posizione dominante sul mercato del gas in Italia. I rimedi (proposti da Eni ndr) - si legge - rispondono alle preoccupazioni espresse dalla Commissione in merito alla modalita' di gestione e l'operativita' delle infrastrutture di trasporto di gas naturale da parte di Eni". Il timore di Bruxelles infatti è sempre stato quello di "un abuso di posizione dominante in violazione alle regole europee sulla di concorrenza".

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