Auto difettose, i casi più eclatanti degli ultimi 50 anni

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La massiccia campagna di richiami della Toyota è solo l'ultimo capitolo di una lunga storia di inconvenienti di fabbricazione. Dalla Chevrolet che si ribalta in curva al tergicristallo ballerino del Maggiolino Volkswagen

La storia dei difetti delle quattroruote risale alla metà degli anni '60, quando un giovane avvocato pubblicò un saggio per denunciare la pericolosità di molte auto americane. Ralph Nader mise sotto accusa i colossi di Detroit e puntò il dito su una Chevrolet che costava poco, ma che troppo spesso si ribaltava e finiva in testa coda. La campagna sulla sicurezza delle auto ha fatto la fortuna di Nader, e più volte candidato (con scarso successo) alla Casa Bianca, ma, soprattutto, diede origine a un vasto movimento d'opinione, che contribuì alla creazione di un ente statale che da quasi cinquant'anni controlla i produttori. Persino il mitico Maggiolino della Volkswagen, ha subito l'onta del ritorno in fabbrica, quando nel 1972 gli automobilisti si accorsero che il braccio del tergicristallo si staccava all' improvviso. La casa tedesca fu costretta a ritirare dal mercato 3,6 milioni di veicoli. In realtà quasi tutti i marchi sono incappati in errori di fabbricazione e la lista americani dei richiami è lunga. Il primato, finora, lo detiene Ford, che per un interruttore a rischio di surriscaldamento scoperto nel 2008, ha portato in manutenzione 12 milioni di auto e camion. L'anno nero dell'auto a stelle e strisce è stato però il 2004, con il record di oltre 30 milioni di veicoli tolti dalle strade. Ci sono poi i casi più eclatanti. Mistubishi ha rischiato il fallimento quando si è scoperto che per oltre vent'anni non aveva fatto nulla per rimediare a difetti conosciuti.

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