Gli operai Fiat di Termini: speriamo che ascoltino il Papa

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I lavoratori tornano al lavoro: ripresa la produzione dopo che l'azienda aveva sospeso le attività. Tutte le fabbriche del Lingotto si fermerranno per la cassa integrazione dal 22 febbraio al 5 marzo

Paura per un futuro incerto ma voglia di tornare a lavorare. Con questo stato d’animo i lavoratori hanno varcato i cancelli della Fiat di Termini Imerese. E' ripresa questa mattina, con il primo turno delle cinque, la produzione presso la stabilimento siciliano, dopo lo stop forzato annunciato una settimana fa dall'azienda a seguito della protesta dei 18 lavoratori di una ditta dell'indotto che hanno trascorso nove giorni sul tetto del capannone. Ieri gli operai e le loro famiglie hanno espresso "gioia e commozione", per le parole pronunciate dal Santo Padre nell'Angelus in cui chiede più "responsabilità" agli imprenditori per assicurare il lavoro facendo riferimento proprio alla stabilimento siciliano della Fiat.

Il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, ha convocato per il prossimo 5 febbraio un nuovo tavolo tecnico su Termini. L’azienda torinese (che ha confermato l'intenzione di chiudere lo stabilimento), valuterà con governo e sindacati, sette proposte per salvare il sito siciliano. Il Lingotto, infatti, si dice disponibile a cedere la fabbrica se ci saranno offerte di acquisto interessanti.

Come tutte le altre fabbriche della Fiat, Termini Imerese, che produce le Lancia Ypsilon, si fermerà per la cassa integrazione dal 22 febbraio al 5 marzo.

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