Fiat, Bonanni: scelta Cig? Qualcuno parlerebbe di un ricatto

Nella foto lo stabilimento di Pomigliano
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Il segretario generale della Cisl critica la decisione del Lingotto di mettere 30 mila lavoratori in cassa integrazione per 15 giorni. Il ministro Sacconi: “Abbiamo il compito di ricucire”

La decisione di mettere 30 mila lavoratori in cassa integrazione per 2 settimane tra un incontro e l'altro con il sindacato "è un modo singolare di procedere. Qualcuno lo chiamerebbe un ricatto": Così il segretario generale della Cisl Raffaele Bonanni ha commentato l'annuncio della Fiat di mettere in Cig i lavoratori per 2 settimane alla vigilia dell'incontro con i sindacati del 29 gennaio. "Ci siamo visti prima di Natale - ha detto Bonanni - e abbiamo un incontro il 29. Tra un incontro e l'altro ci fa trovare 30 mila cassa integrati. E' un modo singolare, lo ripetiamo, qualcuno lo chiamerebbe un ricatto".

Ma il ministro dello Sviluppo Economico Maurizio Sacconi sottolinea che nell’incontro di venerdì si cercherà proprio di costruire un percorso condiviso di crescita del gruppo. “Il governo lavorerà per riannodare il filo del dialogo”, ha detto il ministro entrando al congresso della Confsal a Roma. E, alla domanda dei giornalisti se la messa in cassa integrazione significhi di fatto un ricatto così come ipotizzato dal segretario generale della Cisl Raffaele Bonanni, Sacconi ha ribadito: "Abbiamo il compito di ricucire".

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