Fiat chiude il 2009 in rosso. Ma le previsioni incoraggiano

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Dopo la perdita netta di 800 milioni registrata lo scorso anno, il Lingotto prevede di tornare all’utile nel 2010. “Sarà un anno di transizione e stabilizzazione”. Attesi ricavi in crescita tra il 3 e il 6%

Torna il dividendo per gli azionisti Fiat che chiude il 2009 con una perdita netta di 848 milioni di euro, a fronte degli 1,721 miliardi di utile registrati nel 2008, e ricavi in calo del 15,9% a 50,102 miliardi. In particolare, il Cda del Lingotto, che ha approvato i conti, ha deciso di proporre all'assemblea degli azionisti, in programma il 26 marzo, la distribuzione di un dividendo complessivo di 244 milioni di euro, pari a 237 milioni se si escludono le azioni proprie detenute dal gruppo.

"La ripresa della distribuzione di dividendi – si sottolinea - riflette la normalizzazione dei mercati dei capitali quale fonte di finanziamento per il Gruppo, nonché la convinzione che il Gruppo ha la capacità di continuare a generare utili, anche se in un contesto di mercato significativamente differente". La proposta di dividendo è di 0,17 euro per azione ordinaria, 0,31 euro per le privilegiate e 0,325 per le azioni di risparmio.

Lasciandosi alle spalle un 2009 in rosso, la Fiat definisce "positive" le prospettive per il 2010 che prevede di chiudere con un utile netto compreso tra 200 e 300 milioni di euro, ricavi in crescita del 3-6% tra i 52 e i 53 miliardi, un utile della gestione ordinaria di 1,5 miliardi e un indebitamento netto sotto i 5 miliardi. Anche gli investimenti dovrebbero crescere del 30-35% rispetto al 2009.

Secondo il Lingotto, il prossimo sarà "un anno di transizione e stabilizzazione". La Fiat si attende una performance migliore" per tutti i settori. "Con l'eccezione del business delle automobili" il cui destino "dipenderà dal mantenimento di efficaci programmi di eco-incentivi a sostegno della domanda in Europa occidentale".

Insomma, il raggiungimento dei target 2010, sottolinea la Fiat "presuppongono il mantenimento" degli aiuti nel mercato europeo, esclusa la Germania, per cui già si assume che non verranno rinnovati. Senza incentivi, soltanto in Italia i volumi calerebbero di circa il 20% e dunque i ricavi sarebbero inferiori di circa 2,5 miliardi e l'utile della gestione ordinaria per i business dell'automobile e dei componenti calerebbe di 350-400 milioni con conseguenze di "pari misura" sul risultato netto e "più che proporzionali" sull'indebitamento che tornerebbe a varcare la soglia dei 5 miliardi.

Tuttavia, rassicura la Fiat, anche in queste circostanza il Gruppo "sarebbe in grado di ottenere un utile della gestione ordinaria superiore a un miliardo di euro e avrebbe risorse finanziarie più che adeguate per una transizione a quello che ci si aspetta essere un contesto di mercato normalizzato nel 2011 e negli anni successivi". Se invece gli eco-incentivi saranno estesi al 2010 i settori delle automobili e della componentistica miglioreranno la loro performance rispetto al 2009. In ogni caso, conclude il Lingotto, "il Gruppo Fiat continuerà a implementare la strategia di alleanze mirate al fine di ottimizzare gli impegni di capitale e ridurre i rischi"

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