DB e OBB, la sfida tedesca a Trenitalia

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Le ferrovie tedesche e austriache, con l'aiuto delle lombarde Nord, arrivano sulla rete italiana. Per ora collegano Milano e Bologna con Monaco di Baviera. Ecco dove trovare i biglietti e tutte le tariffe

di David Saltuari

Ve li ricordate i vecchi Intercity? Treni a lunga percorrenza che, ad un prezzo ragionevole, garantivano una buona qualità del viaggio e una discreta comodità? Con gli Eurostar prima e l'Alta Velocità oggi i vecchi treni a scompartimento sembravano destinati ad una lenta e dolorosa agonia. Ma dal 13 dicembre scorso, almeno nell'Italia settentrionale e nei collegamenti verso la Germania gli Intercity (o, nella loro coniugazione internazionale, Eurocity) sono tornati a solcare i binari della rete italiana. Ma non per merito di Trenitalia. Le ferrovie tedesce e quelle austriache, in società con le lombarde Ferrovie Nord, hanno infatti lanciato una serie di nuovi treni che collegano Verona, Bologna,  Milano con Monaco di Baviera. Quattro treni al giorno tra Verona e la capitale bavarese (con tutte le principali fermate intermedie), più due che arrivano fino a Bologna e uno che parte da Milano Porta Garibaldi (e forse da giugno da Milano Centrale). L'obiettivo è quello di inserirsi nei principali snodi dell'Alta Velocità italiana per intercettarne parte dei passeggeri e offrire un'alternativa a Trenitalia. Vagoni, locomotive e commerciale sono gestiti dai tedeschi della Deutsche Bahn e dagli austriaci della OBB, mentre macchinisti e i delicati rapporti con RFI sono a carico delle Ferrovie Nord. Nei difficili giorni della grande nevicata, tra il 22 e il 23 dicembre, mentre Trenitalia cancellava 700 treni in un giorno, l'unica linea che ha continuato a funzionare è stata proprio quella lombardo-austro-tedesca.


Se si chiede informazioni nelle biglietterie delle stazioni delle città italiane, però, si trovano solo bocche cucite.  E' il primo vero caso in cui Trenitalia si trova ad affrontare un concorrente e l'ordine, ufficioso, è di non parlarne. Alla Deutsche Bahn, il socio tedesco del nuovo consorzio, diplomaticamente sorvolano, spiegano che  "il personale di Trenitalia è comunque gentile, qualche informazione ogni tanto la danno".
I biglietti però no. Per quelli bisogna per forza rivolgersi a un'agenzia di viaggio (qui la lista di quelle convenzionate). Oppure su Internet, dove dal 18 gennaio ha aperto la biglietteria online. In ogni caso è possibile acquistare il biglietto a bordo, senza sovrapprezzo e usando bancomat o carta di credito.

Come per i voli low cost conviene prenotare prima. Per ogni convoglio è previsto un certo numero di biglietti in offerta. Un viaggio da Milano Porta Garibaldi a Monaco, in offerta viene 39 euro (a prezzo pieno è 83,9), da Milano a Bolzano in offerta costa 19 euro (31 a prezzo pieno), fino a Verona si arriva a 9 euro in offerta (17 a prezzo pieno). Il prezzo pieno proposto è di una decina di euro più alto di quello proposto da Trenitalia, ma la qualità del viaggio è di livello europeo.

Per chi è abituato a viaggiare su Trenitalia le differenze saltano subito agli occhi. Rispetto a molti vagoni che girano sulla rete italiana, quelli austro tedeschi sono decisamente più moderni E non è solo una questione di design, i bagni, puliti, funzionano sempre, portabagagli, tavolini e sedili sono più funzionali e comodi e soprattutto ogni postazione è dotata di una presa elettrica per il portatile o il caricabatterie del cellulare. E come se non bastasse è presente la carrozza ristorante, servizio che Trenitalia ha cancellato da diversi anni dagli Intercity e il menù ha prezzi decisamente più popolari rispetto a quanto si trova sugli Eurostar.

Numeri per ora non ne danno, anche se le ferrovie tedesche assicurano di aver ricevuto parecchie richieste dalla clientela italiana; "soprattutto dal sud Italia, ci chiedono quando arriveremo anche lì". Scelte che per ora vengono rimandate. L'intenzione è quella di entrare sul mercato italiano un passo alla volta. Farsi prima conoscere dalla clientela italiana per poi rafforzare le linee già esistenti e arriva, un giorno, fino a Firenze e, perché no, Roma. Ma per questo c'é ancora tempo.

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