Class action e liberalizzazioni. Catricalà a SKY TG24

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Il presidente dell’Antitrust ospite a SKY TG24 Economia: difficile riuscire a sostenere la forza delle corporazioni che si oppongono all’apertura del mercato. E sull’acqua: aumento delle tariffe solo se legato a investimenti

“Fanno bene i consumatori a progettare di rivolgersi all’Arbitro di Bankitalia sulla commissione di massimo scoperto prima di agire con la class action”. Così il presidente dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato Antonio Catricalà commenta l'iniziativa annunciata dalle associazioni di consumatori Adiconsum, Adoc e Lega Consumatori. In una lunga intervista rilasciata a SKY TG24 Economia, Catricalà spiega: "Sulla commissione di massimo scoperto abbiamo avuto modo di lamentarci perché anche se dalla nostra istruttoria è emerso che le banche non hanno fatto illeciti antitrust, quello che la legge si proponeva, cioè sostanzialmente un calo dei costi per i risparmiatori, non è avvenuto".

In generale sulla class action il presidente dell'Antitrust ha detto che è "già un miracolo che l'abbiamo avuta" perché il clima generale non sembrava favorevole, anche se "con una limitazione nell'efficacia, che non è retroattiva e una sul risarcimento dei danni; però - ha sottolineato il presidente dell’Antitrust - ci siamo noi che possiamo punire con le sanzioni". Nella lunga intervista rilasciata a Sarah Varetto, Catricalà ha sottolineato le difficoltà dell’Antitrust nel "riuscire a sostenere la forza delle corporazioni" che si oppongono all'apertura del mercato. Le liberalizzazioni "non hanno subito l'accelerazione che noi avevamo auspicato – ha proseguito Catricalà - C'è una legge sui servizi pubblici locali su cui va dato atto al governo di aver compiuto passi in avanti". Ma delle "retromarce" sono state fatte "sulle professioni e le assicurazioni".

Il presidente dell’Antitrust ha parlato anche di Alitalia e dell’alta velocità. “Auspichiamo che il processo di modernizzazione delle ferrovie vada nel verso giusto. Alla fine si arriverà a una soddisfazione anche della clientela più povera”.

Il presidente dell’Antitrust ha affrontato anche il tema della liberalizzazione dei servizi pubblici. Prima di tutto dell’acqua “che è un bene pubblico" e anche gli acquedotti restano pubblici, ma "questo non significa che sugli acquedotti non si debba fare manutenzione". E ha aggiunto: “Fermo restando che le tariffe devono essere fortemente correlate agli investimenti, se ci sarà un aumento contenuto del prezzo dell'acqua, i cittadini italiani non si dovranno lamentare, ma dovranno pretendere che l'aumento sia legato a investimenti" che porteranno a una maggiore efficienza e quindi in futuro a una riduzione delle tariffe stesse.

LA SECONDA PARTE DELL'INTERVISTA

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