Alitalia, così è volato il primo anno di Cai

Alitalia,il bilancio un anno dopo il decollo di Cai
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Cancellazioni in calo, la puntualità migliora solo sulla Roma-Milano: la compagnia italiana in Europa è 25esima su 27. Tanti bagagli persi quanti nella vecchia gestione, ma il trend è positivo. Ecco il bilancio dal decollo Cai del 13 gennaio 2009

di Cristina Bassi

È tutto pronto in piazza Almerico da Schio a Fiumicino per festeggiare il primo compleanno della nuova Alitalia-Compagnia aerea italiana, nata il 13 gennaio 2009 dalle ceneri della storica e disastrata compagnia di bandiera e dalla fusione con Air One. “Io sto meglio qui che a casa", assicura nella campagna pubblicitaria lanciata in questi giorni Raoul Bova, coccolato da un’avvenente hostess che poi è sua moglie.

Ma cosa ne pensano i passeggeri anonimi, quelli che negli ultimi 12 mesi hanno volato con Alitalia? Come è uscita la nuova compagnia dalla prova del fuoco di ritardi, cancellazioni, bagagli persi e qualità del servizio? Il primo volo targato Cai, un AZ676, è decollato il 13 gennaio 2009 alle 6.10 da Malpensa per San Paolo. Da allora a oggi la compagnia e i suoi passeggeri hanno attraversato momenti critici e periodi con il segno più. La cronaca del primo anno ha raccontato un avvio molto faticoso, un’estate da incubo, con migliaia di bagagli persi a Fiumicino, un autunno con i reclami dei clienti in calo e un tasso di puntualità in linea con quello dei principali vettori europei, e ancora un periodo natalizio segnato dai velivoli costretti a terra dalla neve.

I numeri aiutano a fare un bilancio. Tra luglio e settembre Alitalia ha registrato un tasso di regolarità del 99,7 per cento, ovvero meno di due voli cancellati al giorno, e un tasso di puntualità del 74 per cento, con punte a ottobre dell’80,4 per cento. La vecchia compagnia nel 2008 arrivava all’83 per cento. “Abbiamo raggiunto livelli di eccellenza sulla Roma-Milano-Roma – è la risposta in una nota di Cai –, dove la puntualità è stata del 92 per cento a settembre e del 94 per cento a ottobre. Miglioramenti anche su Fiumicino, che nel terzo trimestre 2009 ha avuto un tasso di puntualità del 60 per cento, con il 68 per cento a ottobre”.

Per quanto riguarda novembre l’amministratore delegato, Rocco Sabelli, ha comunicato numeri ancora più soddisfacenti: bassi i volumi di traffico, tendenza tradizionale per questo mese, ma regolarità al 98,7 per cento e puntualità all’82,8 per cento. Il vettore copre oggi il 56 per cento del mercato nazionale ed è tornato il primo del Paese (certo anche grazie alla fusione con Air One, allora secondo vettore tricolore e lasciando spazi di mercato a compagnie low cost come Ryan Air ed Easy Jet o alla neonata Lufthansa Italia).

Le tabelle della Aea (Association of european airlines) sulla qualità del servizio danno un quadro più negativo. Certo, va considerato che quelle più aggiornate sono relative a gennaio-marzo 2009 ma nel confronto della compagnia di bandiera con gli altri vettori europei sul corto-medio raggio, Alitalia-Cai non esce benissimo. Con i suoi oltre 49 mila voli effettuati partiti puntuali (cioè entro 15 minuti dall’orario previsto) nel 76,4 per cento dei casi Alitalia era 25esima su 27 compagnie, seguita solo da Iberia, con 121 mila voli partiti puntuali 74,5 volte su cento, e Turkish Airlines, con 67 mila voli e un tasso di puntualità al decollo del 73,2 per cento.
In cima alla lista, Romanian Airlines (5.800 voli puntuali nel 92,4% dei casi), Luxair (4.800 voli, 91,9% di puntualità) e Icelandair (2 mila voli, il 90,2% dei quali in orario). Tra i vettori più importanti invece Air France, il maggiore in Europa e il quarto al mondo, ha fatto 195 mila voli, l’83,7 per cento decollato in orario (17esimo posto in classifica), British Airways (19esima) su 83 mila voli ne ha fatti partire in tempo l’83,1, mentre l’84 per cento degli oltre 246 mila voli Lufthansa (15esima) sono decollati puntuali. Il tasso medio europeo di puntualità alla partenza era in quel periodo dell’83,2 per cento.

In linea con la vecchia gestione i numeri dei bagagli disguidati, cioè non arrivati a destinazione con il proprietario. Gli ultimi dati, sempre forniti da Cai, sono altalenanti. In agosto ben il 3,1 per cento, l’1,6 per cento a settembre, il 2,3 per cento a ottobre e l’1,5 a novembre. Valori comunque superiori alla media d’Europa, dove, secondo la Aea, vanno perse 1,3 valigie ogni cento passeggeri.

Gli aerei invece hanno volato sempre più pieni. Alla partenza della nuova gestione il load factor, cioè l’indice di riempimento dei velivoli, era inferiore al 40 per cento. Nel periodo gennaio-ottobre 2009, ancora secondo l’associazione europea delle compagnie, Alitalia ha trasportato 18 milioni di passeggeri (a fine 2009 sono arrivati a 22 milioni) e ha riempito il 65,4 per cento delle poltrone. La media europea di riempimento nei dieci mesi è stata del 76,2 per cento, Air France ha fatto volare 40 milioni di persone, con un tasso di riempimento del 78,8 per cento e British Airways ha trasportato 27,5 milioni di passeggeri, con un tasso del 78,4 per cento.

I punti di forza e i progressi di questi 12 mesi li elenca la compagnia, ma sono per lo più riconosciuti anche dall’Enac e da sindacati come Uil e Anpac. La flotta, attualmente composta da 149 velivoli, è stata incrementata e sono già in vendita i biglietti per la nuova tratta Roma-Los Angeles, che parte a giugno. La Malpensa-Miami invece è in programma ma non è ancora confermata ufficialmente. Hanno placato molte delle lamentele dei consumatori novità come i varchi fast-track per i controlli di sicurezza sulla Linate-Fiumicino, il terminal unico dello scalo romano, le aree dedicate sulla Roma-Milano, tratta di punta su cui sono stati fatti i maggiori investimenti (anche per contrastare la concorrenza del Frecciarossa) e dove è attivo anche il mobile check-in.

Il peggior tasto dolente, quello che più ha alimentato le proteste degli utenti, riguarda Fiumicino, scelto come hub di riferimento della compagnia al posto di Malpensa. Lo scalo romano, gestito da Adr ma dove le attività di handling (l’assistenza a terra) spettano ad Alitalia, resta al di sotto degli standard di qualità sia per i bagagli sia per la puntualità.
Anche la fusione tra i sistemi operativi e informatici di Alitalia ed Air One è ancora imperfetta.
Opposte infine le valutazioni sui prezzi dei biglietti. “Non sono certo aumentati, complice la crisi internazionale del settore”, sottolinea la compagnia. “Le tariffe Cai sono troppo alte, fuori mercato. Per accorgersene è sufficiente fare un confronto con la concorrenza”, ribatte Gianluca Di Ascenzo, dell’ufficio legale Codacons.

Fa il punto di un anno di Cai-Alitalia il presidente dell’Enac, Vito Riggio: “Ci sono state forti difficoltà iniziali e un’estate di rodaggio, ma ora il servizio si è assestato su livelli più che accettabili. Le operazioni in volo vanno bene, rimangono alcuni problemi a terra, l’azienda però sta rimediando. Complessivamente il giudizio è positivo, anche se i mesi decisivi saranno i prossimi, quando Alitalia dovrà affrontare due sfide importanti: coprire meglio la fascia del low cost e incrementare la rete intercontinentale”.

Forse non volano più Alitalia, ma di certo sulla vecchia compagnia ci avevano puntato. Sono i circa 40 mila piccoli azionisti e gli obbligazionisti, che sono stati risarciti in titoli di Stato. Ai primi sono stati restituiti 0,272 euro ad azione, la metà del prezzo medio dell’ultimo mese di contrattazione, mentre i secondi hanno avuto il rimborso del 70,9 del capitale. È più di quanto abbiano recuperato gli investitori di qualunque altra società fallita, da Cirio, a Parmalat, a Giacomelli.

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