Sanità, qualità bassa dove si spende troppo

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Un'ennesima storia di sprechi di soldi pubblici, documentata dalla rubrica "Di Tasca Tua". Si parla, questa volta, degli esiti di uno studio del Cerm dal titolo emblematico: "Dentro la scatola nera della spesa sanitaria regionale"

Conclusione significativa di un recente studio del Cerm: le regioni, che spendono troppo in sanità, spesso spendono male e hanno una peggiore qualità. Gli indicatori messi a punto tratteggiano un quadro complesso della spesa sanitaria regionale pieno di sfumature, non senza interessanti sorprese. Un esempio per tutti, quello delle regioni settentrionali, che hanno sì buoni servizi ma che spendono troppo per averli. I parametri adottati sono tre: efficienza della spesa, qualità delle prestazioni e rapporto di queste con la spesa stessa. In cima alla graduatoria delle regioni, che spendono meglio, c’è l’Umbria; a seguire Marche, Piemonte, Emilia Romagna, Lombardia, Veneto, Toscana.  Quanto alla qualità, sempre in cima ritroviamo Umbria, Marche, Toscana, Piemonte e Trentino. Scarsa qualità in Calabria, Puglia, Campania, Sicilia, Lazio e Basilicata. Tutte regioni che spendono moltissimo. La sovra spesa della Campania è del 32% quella della Sicilia del 24%, mentre Puglia e Lazio sono entrambi a +17%. Spendono troppo anche Trentino, Liguria, Basilicata e Valle d’Aosta, ma, almeno nel caso delle tre regioni settentrionali, a un eccesso di spesa corrisponde anche un’alta qualità.

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