Fiat, Eutelia e Ispra: Natale in fabbrica o sui tetti

La messa di Natale celebrata il 25 dicembre 2009 dal vescovo di Nola Beniamino De Palma nell' aula consiliare di Pomigliano D'Arco, occupata da alcuni giorni da un centinaio di operai della Fiat minacciati di licenziamento
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Precari, cassaintegrati e lavoratori di tante aziende in crisi hanno trascorso un 25 dicembre di protesta: pochi regali, cene e pranzi di fortuna e la speranza di conservare uno stipendio anche nel 2010

Negli uffici occupati o in fabbrica, sui tetti o incatenati al municipio per protesta: è il Natale 2009 di precari, cassaintegrati e lavoratori delle aziende in crisi. Cene della vigilia e pranzi di Natale con portate di fortuna, piatti di plastica e bicchieri di spumante sui tavoli in ufficio, la vicinanza di parenti e amici, niente regali ma solo la speranza di trovare una soluzione, salvare il posto di lavoro, avere ancora un stipendio nel 2010.
Dalla Fiat di Pomigliano D'Arco alle sedi di Eutelia, dai precari dell'Ispra (Istituto superiore per la ricerca e la protezione ambientale) alle tante piccole imprese in crisi: è questa la mappa delle feste 2009 disegnata dalle vertenze ancora aperte.

FIAT - Una messa con il vescovo di Nola in Comune: l'hanno passato così il Natale i 93 operai della Fiat di Pomigliano D'Arco che da metà dicembre si sono incatenati in municipio. Sono tutti precari, con contratti in scadenza tra fine dicembre e inizio marzo. E non hanno nessuna intenzione di lasciare la sede del Comune, finché non avranno ricevuto assicurazioni sul posto di lavoro. Natale o no, poco importa: è bastata una cena di fortuna, la presenza di mogli e figli. "La protesta continuerà - spiegano gli operai - fino a quando l'azienda non rinnoverà i nostri contratti. Siamo stati contenti della presenza del vescovo di Nola e della partecipazione di tanta gente alla messa celebrata in Comune, speriamo che tanta solidarietà spinga la Fiat a rinnovare i nostri contratti". E non è stato un Natale migliore per i loro colleghi, circa 5.000 operai da tempo in cassa integrazione. Né per i dipendenti Fiat di altri stabilimenti: anche a Termini Imerese le proteste e le manifestazioni sono continuate durante le feste.

EUTELIA - Natale tra scrivanie e computer anche per i dipendenti dell'Eutelia, che occupano da giorni sia gli uffici lombardi che quelli romani della società. Anche se, rispetto ai colleghi di altre aziende in crisi, gli ex Eutelia hanno trovato sotto l'albero almeno un primo spiraglio di speranza: il tribunale fallimentare ha deciso il sequestro dei beni dell'azienda e la nomina di tre custodi fallimentari. Che proprio la vigilia di Natale hanno incontrato per la prima volta i lavoratori nella sede della Omega-Agile (societa' ex Eutelia) sulla Tiburtina. E sul posto, assieme ai dipendenti (1.800 sono a rischio licenziamento, tutti non ricevono gli stipendi da mesi) è stato convocato anche l'ex amministratore delegato dell'azienda, Claudio Massimo Massa, per - come raccontano gli stessi occupanti sul loro blog - un primo passaggio di consegne. Presto i commissari incontreranno anche gli altri dipendenti, quelli che occupano la sede lombarda della società.

ISPRA - Sul tetto delle loro sedi, nonostante il freddo, sono invece rimasti i ricercatori precari dell'Ispra. In 500 rischiano di perdere il posto per il mancato rinnovo del contratto. E la situazione non è migliorata a Natale: anzi, i commissari che gestiscono l'istituto hanno deciso di chiudere i cancelli. Tanto che hanno avuto difficoltà ad esprimere la loro vicinanza ai lavoratori anche parlamentari come Marianna Madia e Ignazio Marino, che nel giorno di Natale ha dovuto scavalcare le recinzioni per entrare nell'Istituto. Per fortuna ai dipendenti che protestano viene in soccorso il web: gli occupanti, anche per sentirsi meno soli, si sono collegati online con i "colleghi" dell'ex Eutelia e di altre aziende in crisi.

GLI ALTRI - Non ci sono infatti solo le grandi vertenze, quelle che si sono conquistate le pagine dei giornali. Hanno passato il Natale in fabbrica o impegnati in altre forme di protesta anche i lavoratori di tante altre aziende in difficoltà. Un po' di frutta, panettone e un bicchiere di spumante, ad esempio, sono stato tutto il menù del pranzo di Natale anche per gli operati della Ave Industries di Spinea (Venezia), azienda in crisi occupata dai 100 dipendenti da alcuni giorni.

D'altra parte, chi lotta sul tetto spesso vince: dopo  l'idea venuta quest'estate agli operai della Insse, tra i molti  ci hanno provato anche quelli della Yamaha di Lesmo (Monza),  stabilimento chiuso dall'azienda giapponese che ha dovuto fare marcia indietro alla vigialia di Natale e concedere almeno la cassa integrazione.


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