Banda larga = un milione di posti di lavoro entro il 2015

1' di lettura

E' la previsione dell’Unione Europea, secondo cui la crescita degli abbonamenti a internet veloce produrrà un giro d’affari di oltre 800 miliardi di euro. L’Italia, però, resta ancora indietro sia nella diffusione che nell’utilizzo delle nuove tecnologie

di Filippo Maria Battaglia

Centoventi milioni: a tanto ammonta il numero di abbonamenti internet a banda larga in Europa.
Un dato in crescita, rispetto al 2008:
secondo quanto reso noto dalla Commissione europea, infatti, sono più di undici milioni le linee abilitate all’uso di internet veloce installate nell’ultimo anno.
In Italia il tasso di penetrazione della banda larga attraverso linee fisse (19,8%) resta però inferiore a quello della media Ue (23,9%) e si ferma al diciassettesimo posto. Paesi leader sono la Danimarca e l'Olanda, rispettivamente con il 37,3% e il 36,2% della popolazione, seguite da Svezia (31,3%), Finlandia (30,7%), Lussemburgo (28,8%), Gran Bretagna (28,4%), Francia (27,7%), Germania e Belgio (entrambi 27,5%). Crescono anche gli abbonamenti a banda larga attraverso i servizi di telefonia mobile, che fanno registrare un +54% rispetto a gennaio con una diffusione media del 4,2% nella popolazione Ue. E, al contempo, la velocità delle linee diventa sempre maggiore: l'80% è ormai pari o superiore ai 2 Mbps (+5% rispetto allo scorso anno), mentre il 15% supera i 10 Mbps (+10% rispetto a gennaio). In questo caso, la situazione italiana è superiore alla media: il tasso di penetrazione raggiunge il 4,7%, e ci pone al settimo posto nell'Ue.
Dati poco confortanti arrivano anche dallo “Stato dell’arte della banda larga in Italia” elaborati dall’Osservatorio Banda larga Between: si scopre così che, se la copertura Adsl raggiunge nel nostro paese ormai più del 90% della popolazione, “a metà 2009 sono quasi 21 milioni i cittadini che non possono acquistare un servizio a 20 Mbit/s, senza considerare poi che anche nelle zone coperte dal servizio, l’effettivo raggiungimento della soglia massima è ristretto ad un numero di gran lunga inferiore”. A questo dato, si aggiungono inoltre 1.700 i comuni totalmente o parzialmente privi di copertura ADSL (nella sola Lombardia, in oltre 300 comuni non viene superata la soglia dei 2 Mbps).
Ma quanto inciderà la banda larga nello sviluppo economico del prossimo quinquennio? Sempre secondo l’Unione Europea, internet veloce porterà un milione di posti di lavoro fino al 2015 e una crescita dell'economia europea pari a 850 miliardi di euro.
In Italia, invece, negli ultimi tre anni la crescita dell’internet economy si è più che triplicata, passando dai 4 miliardi di euro del 2006 agli oltre 12 miliardi di quest’anno (i dati, forniti da "Human Highway", sono consultabili previa registrazione).
Per l’Ocse, attualmente il giro di affari delle telecomunicazioni si attesta intorno a 1,2 miliardi di dollari. Un mercato in rapido sviluppo che negli ultimi venti anni ha registrato una crescita costante del 6%, anche durante periodi di rallentamento economico.
Protagonisti del settore sono le aziende, ma non solo: secondo Eurostat, in molti paesi dell’Europa continentale (tra gli altri, Olanda, Svezia, Norvegia e Danimarca) più di otto famiglie su dieci utilizzato internet. Una realtà ben diversa dalla nostra: nella classifica dell’istituto di statistica europeo, l’Italia si ferma al ventiduesimo posto, superata da Cipro, Croazia, Lituania e Lettonia.

Leggi anche:
Banda larga, l'internet veloce corre a rilento in Italia
Scajola: faremo di sicuro la banda larga

Leggi tutto