Giornata della memoria, a Roma la mostra "La razza nemica". FOTO

L'esposizione, negli spazi della Casina dei Vallati dal 30 gennaio al 7 maggio, mette a confronto l'Italia e la Germania soprattutto per quanto riguarda la potenza dellla propaganda antisemita sui mezzi di comunicazione dell'epoca

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    “La razza nemica” non è solo una mostra, è anche un’analisi delle ragioni, delle forme e dei contenuti della propaganda antisemita nazista e fascista. L’esposizione, allestita a Roma in occasione della Settimana della Memoria dalla “Fondazione Museo della Shoah”, sarà visitabile dal 30 gennaio al 7 maggio negli spazi della Casina dei Vallati - Shoah, una mostra a Milano ricorda la deportazione degli ebrei romani. FOTO
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    A cura di Marcello Pezzetti e Sara Berger, l'esposizione mette faccia a faccia Germania e Italia, tracciando una sorta di filo rosso dell'odio su un duplice piano narrativo. Da un lato l'evoluzione dell'antisemitismo in Europa dall'inizio del '900, dall'altro il ruolo di prim'ordine assegnato da fascismo e nazismo ai mezzi di comunicazione per dare sostegno e “giustificazione” alle leggi razziali e alla successiva eliminazione degli ebrei - Giornata della memoria: la programmazione su Sky
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    Ci sono oggetti popolari d'uso quotidiano in 'stile' antisemita come scatole di fiammiferi e boccali per la birra, uno schiaccianoci con la testa di un ebreo dal naso adunco e un posacenere che raffigura un ebreo dentro un maiale. Ma, tra film, fotografie e manifesti, fumetti, cartoni animati e sussidiari per bambini, a farla da padrone per violenza iconografica e verbale sono le copertine di riviste e giornali - Papa Francesco ad Auschwitz: silenzio e preghiera. FOTO
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    La mostra si focalizza principalmente sul confronto tra la rivista tedesca "Der Stürmer", fondata nel 1923, e quella italiana "La Difesa della Razza", pubblicata nel 1938 e diretta da Telesio Interlandi, evidenziandone, pur nelle diversità, la medesima aggressività - Addio a Giulia Spizzichino, testimone chiave contro Priebke
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    Dall'esposizione emerge una capillare attività di persuasione capace di penetrare il tessuto sociale e che mostrava gli ebrei come bolscevichi e capitalisti, colpevoli delle peggiori nefandezze, dotati di precise caratteristiche fisiche come “anche adipose, labbra carnose, occhi incavati, spalle curve, naso arcuato” - Shoah, una mostra a Milano ricorda la deportazione degli ebrei romani. FOTO
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    Tra le copertine esposte, colpisce una della rivista "Libro e Moschetto" del 1940 che, con l'immagine di un “fetus judeum” dentro a un barattolo, guarda al futuro degli anni 2000, quando gli ebrei saranno ricordati come “brutta razza vissuta sino al 1940, sterminata poi da uomini di grande genio” - Giornata della memoria: la programmazione su Sky
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    "Gli ebrei erano visti come geneticamente inferiori, un pericolo come se fossero una malattia", spiega il curatore Pezzetti. "Noi documentiamo il modo in cui la secolare tradizione antisemita si sia poi unita nel '900 al razzismo, rendendo l'antisemitismo biologico" - Papa Francesco ad Auschwitz: silenzio e preghiera. FOTO
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    "Quello che vogliamo è far capire ai giovani che se accettiamo le vignette che sembrano battute poi si inizia un iter capace di portare magari all'emigrazione forzata - prosegue Pezzetti, indicando la foto di un barcone che nel 1939 portò ebrei profughi dalla Cecoslovacchia e dalla Romania in Palestina - E non vedere i legami tra questo e ciò che accade oggi con gli immigrati sarebbe da ciechi" - Addio a Giulia Spizzichino, testimone chiave contro Priebke