Sardegna, corsa a piedi nudi per 10 km per il Santo Protettore. FOTO

Il primo sabato di ogni settembre si svolge la "Corsa degli Scalzi": i "curridoris" ripercorrono la strada da Cabras a San Salvatore del Sinis nel ricordo della fuga dai Saraceni di 500 anni fa (a cura di Stefano Santini)

  • C'è chi lo fa per tradizione, chi per la religione, qualcuno perché "me lo ha chiesto mio padre", altri ancora per tutte queste ragioni insieme. Ma lo fanno, corrono, scalzi, da oltre 500 anni, ogni primo sabato di settembre, per mettere in salvo ancora una volta il santo protettore della zona del Sinis, San Salvatore (foto di Alessandra Chergia)
  • Siamo a Cabras, in provincia di Oristano dove anche quest'anno gli uomini del posto come da tradizione percorrono a piedi nudi e vestiti di bianco quasi 10 km con in spalla il simulacro del Santo (foto di Alessandra Chergia)
  • Una processione con una valenza esclusivamente religiosa, legata a un episodio del passato: sono i tempi delle incursioni dei pirati nella costa ovest della Sardegna quando i saraceni invadevano le campagne e facevano razzia di donne, uomini e ricchezze (foto di Alessandra Chergia)
  • Nel piccolo villaggio di San Salvatore del Sinis, gli uomini, colti di sorpresa, sono costretti a mettersi in fuga per salvare almeno il simulacro di San Salvatore: corrono via scalzi, per non perdere tempo, con legato alle caviglie un mazzo di frasche secche (foto di Alessandra Chergia)
  • Riescono a sollevare un gran polverone costringendo gli invasori a fuggire e a mettere a riparo il santo (foto di Alessandra Chergia)
  • Il rito si ripete, a distanza di anni. Per celebrare l'impresa, il connubio tra la gente e il loro santo protettore che loro hanno salvato e che ora li protegge: all'alba del sabato "is curridoris" partono da Cabras e vanno fino al santuario del borgo, poi la domenica fanno il percorso al contrario, sempre con la statua in spalla (foto di Alessandra Chergia)
  • Un momento della Corsa degli Scalzi
  • Un momento della Corsa degli Scalzi
  • San Salvatore portato in spalla dai "curridoris"