Bimba uccisa a Napoli, molotov contro casa compagna dell'arrestato

Raimondo Caputo è accusato di aver violentato e gettato la piccola Fortuna Loffredo dall'ottavo piano. La donna si trova ai domiciliari per presunti abusi sulla propria figlia

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    29 aprile. Una bottiglia incendiaria è stata lanciata contro l'abitazione nella quale è agli arresti domiciliari Marianna Fabozzi, compagna del presunto omicida di Fortuna Loffredo, la bimba di 6 anni uccisa il 24 giugno 2014 nel Parco Verde a Caivano (Napoli) - Gettata dal balcone perché non voleva più subire abusi
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    Sconosciuti, intorno a mezzogiorno, hanno lanciato una bottiglietta contenente liquido infiammabile contro una finestra e poi appiccato le fiamme che si sono estinte autonomamente. La 32enne si trova ai domiciliari perché accusata, in concorso con il compagno in carcere, di abusi sessuali nei confronti di una figlia piccola della donna - Gettata dal balcone perché non voleva più subire abusi
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    Secondo la ricostruzione Raimondo Caputo, la cui compagna vive nell'abitazione colpita dalla bottiglia incendiaria, il 24 giugno del 2014 ha ucciso la piccola Fortuna Loffredo gettandola dall'ottavo piano, perché si era rifiutata di subire l'ennesima violenza - Gettata dal balcone perché non voleva più subire abusi
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    L'indagine sull'omicidio della piccola Fortuna Loffredo "svela un quadro preoccupante in alcuni quartieri dell'area a nord di Napoli, dove l'infanzia non è tutelata, non si consente ai giovani di avere un normale personeo di crescita" ha detto il procuratore capo di Napoli nord, Francesco Greco - Gettata dal balcone perché non voleva più subire abusi
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    L'uomo infatti e' chiuso nel penitenziario di Poggioreale dal novembre 2015 per concorso in violenza sessuale ai danni di una delle figlie della sua convivente: con la stessa accusa la madre si trova ai domiciliari - Gettata dal balcone perché non voleva più subire abusi
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    Il luogo dove è stata gettata la bomba incendiaria - Gettata dal balcone perché non voleva più subire abusi