Moby Prince, 25 anni fa la tragedia del mare ancora senza colpevoli

Il 10 aprile 1991 il traghetto si scontrò con la petroliera Agip Abruzzo mentre lasciava il porto di Livorno. I soccorsi arrivarono ore dopo, quando l’incendio a bordo e le esalazioni di monossido avevano già ucciso 140 persone. Tre inchieste non sono riuscite a fare chiarezza e ora il caso è nelle mani di una commissione parlamentare. FOTO

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    140 morti e nessun colpevole. Sono passati 25 anni dalla tragedia della Moby Prince, la pagina più nera della marina mercantile italiana nel dopoguerra. I familiari delle vittime l'hanno chiamata "l’Ustica del mare": tanti misteri e neanche un responsabile individuato nelle tre inchieste concluse senza esito in questi anni - Moby Prince, Grasso: "Commissione per le stragi irrisolte"
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    Il traghetto Moby Prince, della compagnia Nav.Ar.Ma e di proprietà della famiglia di armatori Onorato, alle 22.03 del 10 aprile del 1991 mollò gli ormeggi a Livorno diretto a Olbia. Meno di mezz'ora dopo, quando ancora si trovava nella rada del porto toscano, entrò in collisione con la petroliera Agip Abruzzo - Moby Prince, le rivelazioni choc di un ex militare italiano
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    L’impatto causò la rottura della cisterna numero 7 della petroliera. Parte del greggio finì in mare ma una grande quantità si riversò sul traghetto, che prese rapidamente fuoco. Alle 22.25 fu lanciato il primo mayday: "Siamo in collisione. Siamo in fiamme. Occorrono i vigili del fuoco". Ma alla sala radio della capitaneria di porto di Livorno arrivò un segnale debolissimo e non fu sentito - Da Moby Prince alla "strage di Natale". Le tragedie in mare
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    I soccorsi in un primo momento si concentrarono sulla Agip Abruzzo (nella foto), dove non si registrò nemmeno una vittima. Per quasi un'ora invece nessuno si accorse che il Moby era alla deriva completamente avvolto dalle fiamme. Lo scafo con i motori ancora accesi si allontanò in senso circolare per alcuni chilometri e venne individuato solo alle 23.35 - Moby Prince, Grasso: "Commissione per le stragi irrisolte"
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    I primi a raggiungere il Moby Prince furono due ormeggiatori su una piccola imbarcazione che raccolsero l'unico superstite. In seguito rimorchiatori e mezzi dei Vigili del Fuoco cercarono di raffreddare le lamiere del Moby con potenti getti d’acqua - Moby Prince, le rivelazioni choc di un ex militare italiano
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    Alle 3.30 circa un marinaio di una ditta di rimorchi riuscì a salire sul traghetto per il tempo necessario ad agganciare un cavo di traino per riportare la nave in porto. Dopo di lui, i primi soccorritori a bordo salirono soltanto a mattina inoltrata, una volta spento l’incendio - Moby Prince, Grasso: "Commissione per le stragi irrisolte"
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    Sulla Moby Prince, da quanto è stato appurato in seguito, l’equipaggio radunò i passeggeri in un salone di prua che venne poi circondato dalla fiamme. Ma per le vittime, probabilmente, l’agonia fu lenta. Gli esami tossicologici sui cadaveri rilevarono un elevatissimo tasso di monossido di carbonio nel sangue - Moby Prince, le rivelazioni choc di un ex militare italiano
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    Secondo le perizie delle parti civili, è plausibile che molti sopravvissero per ore all’incendio, in stato di incoscienza, e non morirono a causa delle fiamme. Nella foto, il recupero di una delle salme - Tutte le foto del disastro della Costa Concordia
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    A bordo del traghetto, lungo 131 metri, erano presenti 65 persone dell’equipaggio e 75 passeggeri. Morirono tutti. L’unico superstite fu il mozzo Alessio Bertrand che si salvò rimanendo aggrappato a una balaustra - Da Moby Prince alla "strage di Natale". Le tragedie in mare
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    Il relitto del Moby Prince, completamente arso ma ancora galleggiante, venne riportato nel porto di Livorno dove è rimasto per anni sotto sequestro. Nel 1998 è quasi affondato mentre era attraccato in banchina. Recuperato e dissequestrato, è stato avviato allo smantellamento nel cantiere di Aliaga, in Turchia - Moby Prince, Grasso: "Commissione per le stragi irrisolte"
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    In un primissimo momento, sull’onda emotiva della tragedia, si fece largo anche l’ipotesi di un attentato ma l’esplosione a bordo fu smentita categoricamente dall’unico sopravvissuto - Tutte le foto del disastro della Costa Concordia
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    Tre inchieste e due processi hanno individuato le cause del disastro nell’errore umano da parte degli ufficiali del Moby Prince e nella forte nebbia. Tra le accuse rivolte all'equipaggio del traghetto sono state elencate: il mal funzionamento di alcuni apparati di sicurezza a bordo della nave, la mancata attenzione nelle procedure di uscita dal porto e la velocità troppo elevata in fase di uscita - Da Moby Prince alla "strage di Natale". Le tragedie in mare
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    La prima indagine, che puntò sull'incidente e su un improvviso banco di nebbia che nascose la petroliera alla vista del traghetto e il ritardo nei soccorsi, si concluse con l'assoluzione dei quattro imputati: un ufficiale dell'Agip Abruzzo, il comandante in seconda della capitaneria di porto, l'ufficiale di guardia e un marinaio di leva di turno alla radio - Da Moby Prince alla "strage di Natale". Le tragedie in mare
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    Assoluzioni confermate anche in appello perché "il fatto non sussiste". Archiviata senza colpevoli e senza accertare fatti nuovi anche l'inchiesta-bis conclusasi 5 anni fa. Quest’ultima si basava su un complesso scenario che tirava in ballo anche la presenza di navi militari americane, impegnate nello spostamento di armi nel porto livornese - Moby Prince, Grasso: "Commissione per le stragi irrisolte"
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    Le ipotesi non hanno trovato riscontri secondo i magistrati il cui verdetto è che la Moby Prince "navigava senza le necessarie misure di sicurezza” e il disastro è da imputare unicamente a errore umano e nebbia. Nella foto l’altra nave coinvolta, la petroliera Agip Abruzzo, incendiata e circondata da una grande perdita di petrolio in mare - Moby Prince, le rivelazioni choc di un ex militare italiano
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    Ma le verità ufficiali non hanno mai accontentato i familiari delle vittime, riuniti in due associazioni: “10 aprile”, presieduta da Luchino Chessa, uno dei figli del comandante del Moby Ugo Chessa, e “140”, guidata da Loris Rispoli che nel disastro perse la sorella Liana. Nella foto, una recente commemorazione con 140 sedie vuote in ricordo delle vittime - Moby Prince, Grasso: "Commissione per le stragi irrisolte"
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    Nel 2015 è stata istituita una Commissione d’inchiesta parlamentare, presieduta dal senatore Silvio Lai, che avrà due anni di tempo per indagare sugli aspetti ancora poco chiari della vicenda e per dare risposte ai familiari delle vittime - Moby Prince, le rivelazioni choc di un ex militare italiano