Melfi, tornano in fabbrica i 3 operai Fiat reintegrati

Sono tornati nello stabilimento in provincia di Potenza i lavoratori licenziati nel 2010 con l'accusa di aver bloccato l'intera catena di montaggio durante una manifestazione. Lo scorso luglio la Cassazione ha annullato il provvedimento. LA FOTOGALLERY
  • Da sinistra, Marco Pignatelli, Giovanni Barozzino (senatore eletto nelle liste di Sel e componente della Commissione Lavoro), Michele De Palma (componente della Fiom nazionale) e Antonio Lamorte, fotografati davanti ai cancelli della Fiat Sata di Melfi - L'Italia che lotta per non perdere il lavoro
  • Giovanni Barozzino mentre rientra in fabbrica - Pomigliano, protestano gli operai della Fiat: tafferugli
  • I tre erano stati licenziati con l'accusa di aver bloccato l'intera catena di montaggio durante una manifestazione interna alla fabbrica impedendo il normale svolgimento del lavoro - La Fiat nell'era Marchionne
  • I tre operai furono accusati dall'azienda di aver bloccato un carrello robotizzato rendendo impossibile il lavoro alla catena di montaggio - L'odissea dei tre operai
  • Il licenziamento venne impugnato dalla Fiom che il 10 agosto del 2010 ottennero il reintegro dei tre operai ma il successivo ricorso da parte della Fiat vide una sentenza favorevole all'azienda - Fiat: "In Italia il mercato dell'auto è fermo al 1979"
  • Fu la Corte d'Appello di Potenza che nel 2012 dichiarò illegittimo il licenziamento e dispose il reintegro dei tre operai. La definitiva sentenza della Cassazione ha quindi portato al rientro in fabbrica dei tre - La sentenza della Cassazione