Ruby bis, Imane Fadil chiede 2 milioni di risarcimento: foto

Secondo il legale della modella, Fede, Minetti e Mora avrebbero indotto la giovane a partecipare alle cene ad Arcore e "ad intrattenere rapporti intimi con Berlusconi". Intanto il Cavaliere è sempre più stretto tra processi e scadenze politiche: VIDEO
  • 14 giugno - Imane Fadil, una delle ragazze ospiti ad Arcore e ora parte civile al processo sul caso Ruby, ha chiesto tramite i suoi legali 2 milioni di euro di risarcimento, di cui la metà a titolo di provvisionale, a Mora, Fede e Minetti I tre imputati, che negano ogni addebito, sono accusati di induzione e favoreggiamento delle prostituzione (lo speciale)
  • La richiesta "potrebbe sembrare eccessiva ma lei ha avuto il coraggio di dire la verità e ha diritto a un risarcimento equo superiore a chi non ha detto la verità", ha spiegato l'avvocato in aula. Lo speciale Ruby
  • L'avvocato di Imane: Mora, Fede e Minetti avrebbero indotto la modella marocchina Imane Fadil "a partecipare alle cene ad Arcore approfittando del suo stato di bisogno, per indurla a intrattenere rapporti intimi con Berlusconi". - Caso Ruby, tutte le foto
  • Dopo la denuncia, ha sostenuto il legale, "Imane Fadil ha trovato tutte le porte chiuse. Niente più contratti televisivi né apparizioni nel mondo della moda". - Ruby in aula a Milano, tanti i "non so, non ricordo"
  • Imane Fadil, costituitasi parte civile per "denunciare un sistema prostitutivo", secondo il legale, "ha sofferto di dolore psico-fisico. Non è uscita di casa per mesi per la grave vergogna subita, anche di fronte ai suoi familiari" - La modella Imane Fadil: mi ritengo parte offesa
  • Di fronte ai giudici del tribunale di Milano, l'avvocato Danila De Domenico ha quantificato il risarcimento parlando di "una grave onta subita dalla giovane" che ha partecipato alle cene di Arcore e di "danni psicofisici subiti”. - Rubygate, lo speciale
  • Immediata la reazione di Emilio Fede, che annuncia: "Querelo Imane Fadil e chiedo 4 milioni di euro" - Il pm: 7 anni per Minetti, Mora e Fede