"C'è stato il terremoto", una mostra sull'Emilia ferita

Macerie e paura, le lacrime degli sfollati e i sorrisi dei volontari. Il fotoreporter Andrea Carrubba ha vissuto 7 settimane nelle zone colpite dal sisma. Fino al 20 giugno, le sue immagini di dolore e speranza sono esposte al WSP di Roma. FOTO
  • I volti e le macerie, la paura e la voglia di ricominciare a vivere. A un anno dal sisma che ha sconvolto l'Emilia, una mostra fotografica ricorda quei tragici giorni (Cavezzo, piazza centrale - credits © Andrea Carrubba) - Sisma in Emilia: vittime, macerie e voglia di ricostruire
  • L'esposizione, intitolata "C'è stato il terremoto", espone il reportage di Andrea Carrubba, giovane fotografo che ha vissuto per 7 settimane nelle zone colpite dal sisma (San Felice sul Panaro, scuole elementari - credits © Andrea Carrubba) - Shoot4Emilia, i foto-reportage che raccontano il dopo-sisma
  • La mostra è esposta negli spazi di WSP, associazione culturale di fotografi freelance, ed è visitabile dal 25 maggio al 20 giugno nella sede del collettivo a Roma (Dopo la scossa del 29 maggio, San Felice sul Panaro - credits © Andrea Carrubba) - Emilia: chiese, monumenti e palazzi un anno dopo il sisma
  • Andrea Carrubba ha vissuto per quasi due mesi, dal 22 maggio in poi, nei campi d'accoglienza insieme agli sfollati e ai volontari, visitando ogni giorno i paesi colpiti (Dopo una scossa di magnitudo 4.0 la gente si riversa in strada © Andrea Carrubba) - Croce Rossa al lavoro nel campo di Finale Emilia
  • I beni culturali danneggiati dal terremoto in Emilia sono stati circa 600 su un totale di 1159 presenti nell'area colpita (San Felice sul Panaro, chiesa del mulino San Giuseppe artigiano - credits © Andrea Carrubba) - Terremoto in Emilia, la vita nelle tendopoli
  • Un sopravvissuto al crollo della fabbrica META, pochi minuti dopo la scossa del 29 maggio, di magitudo 5.8. Sotto le macerie hanno perso la vita due operai ed un ingegnere convocato dal proprietario per valutarne la sicurezza (© Andrea Carrubba) - Sisma in Emilia: vittime, macerie e voglia di ricostruire
  • L'agricoltura emiliana nelle zone colpite dal sisma è stata messa in ginocchio. Dai caseifici alle stalle, dai macchinari distrutti agli animali morti, per un totale di 750 milioni di euro di danni (Campagna modenese - credits © Andrea Carrubba) - Shoot4Emilia, i foto-reportage che raccontano il dopo-sisma
  • Negli stabili dichiarati inagibili o nelle "zone rosse", interdette alla pubblica fruizione, era possibile entrare solo accompagnati dai vigili del fuoco (Rovereto sulla Secchia - credits © Andrea Carrubba) - Sisma in Emilia, a Novi spunta il campeggio "Benessere"
  • Architetti volontari, dopo aver effettuato il sopralluogo, comunicano ai proprietari che la loro abitazione è totalmente inagibile e deve essere immediatamente evacuata e messa in sicurezza (Reggiolo - credits © Andrea Carrubba) - Mirandola, come hanno trascorso la notte gli sfollati
  • Molti sfollati non hanno voluto trasferirsi nei campi di accoglienza della Protezione Civile preferendo organizzarsi autonomamente alloggiando in tende e camper accanto alle proprie abitazioni (San Felice sul Panaro - credits © Andrea Carrubba) - Shoot4Emilia, i foto-reportage che raccontano il dopo-sisma
  • "C'è stato il terremoto", la mostra di Andrea Carrubba, è visitabile allo spazio WSP di Roma fino al 20 giugno. L'allestimento è stato curato da Sandro Iovine (Sopralluogo per l'agibilità, Reggiolo - credits © Andrea Carrubba) - Sisma in Emilia, il prima e il dopo: la fotogallery
  • Duecento cariche esplosive fanno implodere la struttura del comune di Sant'Agostino. Con il suo enorme squarcio laterale era divenuto uno dei simboli del terremoto nel ferrarese (Sant'Agostino - credits © Andrea Carrubba) - Emilia: chiese, monumenti e palazzi un anno dopo il sisma
  • Il bilancio finale del terremoto in Emilia del maggio 2012 è stato drammatico: 27 morti ed almeno 350 feriti (Concordia, cimitero - credits © Andrea Carrubba) - Emilia, Crevalcore e Mirandola dopo il sisma. Le foto
  • Dal 20 maggio al 20 giugno i Vigili del fuoco della Provincia Autonoma di Trento accorsero in aiuto alla popolazione emiliana, dando un enorme contributo alle prime opere di ricostruzione (San Felice sul Panaro - credits © Andrea Carrubba) - Terremoto in Emilia: le chiese e i monumenti danneggiati
  • Arfan, giovane pachistano residente da anni in Italia, corre col suo primogenito verso l'abitazione che è riuscito ad ottenere. La sua famiglia è stata l'ultima a lasciare il campo Rolo1, dove hanno vissuto per quasi due mesi (© Andrea Carrubba) - Sisma in Emilia: vittime, macerie e voglia di ricostruire