Piroscafo Oria: le testimonianze del naufragio

Oltre 4mila italiani, prigionieri dei tedeschi e imbarcati a Rodi, morirono il 12 febbraio del '44 in un naufragio. Più di 60 anni dopo, i loro nipoti, grazie al web, sono entrati in contatto tra loro e hanno ritrovato tracce preziose di ciò che accadde
  • La lista dei passeggeri Oria ritrovata negli archivi della marina militare dal coordinamento dei parenti delle vittime Leggi l'articolo
  • I resti dell'Oria, in fondo all'Egeo. Foto di Aristotelis Zervoudis Il luogo del naufragio: la mappa
  • I resti dell'Oria, in fondo all'Egeo. Foto di Aristotelis Zervoudis
  • Resti umani ritrovati in quel che resta del relitto dell'Oria. Foto di Aristotelis Zervoudis Le testimonianze raccolte sul naufragio dell'Oria
  • Resti umani ritrovati in quel che resta del relitto dell'Oria. Foto di Aristotelis Zervoudis
  • Una gavetta con delle iscrizioni in italiano, ritrovata nel luogo del naufragio
  • Il dettaglio di una gavetta ritrovata nel luogo del naufragio
  • Il dettaglio di una gavetta ritrovata nel luogo del naufragio
  • La gavetta che ha permesso l'identificazione di due caduti di Vaiano
  • Ugo Moretto, uno dei caduti dell'Oria, con la moglie Tosca Collina e la figlia Vilma in una foto scattata il 12 maggio del '43, poco prima della partenza per la Grecia. Per gentile concessione di Michele Ghirardelli
  • Vincenzo Varesano, uno dei caduti nel naufragio dell'Oria. Per gentile concessione di Sabina Varesano "Il muro della memoria" con i caduti dell'Oria identificati
  • Nella foto Adamo Nioli (secondo in alto a sinistra), uno dei caduti dell'Oria. Per gentile concessione di Paolo Nioli Guarda la lista degli imbarcati in versione informatizzata
  • Alfredo Pescosolido (il primo da destra), caduto dell'Oria. Per gentile concessione di Alfredo Pescosolido La pagina facebook del gruppo di ricerca dedicato all'Oria