Dj Fabo, attesa la sentenza del processo a Marco Cappato

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Alle 14.30 la decisione della Corte d'Assise di Milano riguardo all’esponente dei Radicali imputato per aiuto al suicidio per la morte di Fabiano Antoniani. Tre le vie possibili: assoluzione, come chiede la Procura, condanna, trasmissione atti alla Consulta

È attesa per oggi la decisione della Corte d'Assise di Milano nel processo a carico di Marco Cappato. L’esponente dei Radicali, e tesoriere dell'Associazione Luca Coscioni, è imputato per aiuto al suicidio per la morte di Fabiano Antoniani, noto come dj Fabo. Morte che è avvenuta in una clinica svizzera col suicidio assistito il 27 febbraio dello scorso anno.

Tre i verdetti possibili

Tre i possibili verdetti della Corte: una sentenza di assoluzione, come ha chiesto la stessa Procura, oppure una condanna oppure la trasmissione degli atti alla Consulta per valutare la legittimità costituzionale del reato contestato.

La Procura ha chiesto assoluzione di Cappato

Lo scorso 17 gennaio, la Procura di Milano ha chiesto l'assoluzione di Cappato “perché il fatto non sussiste”. Fabiano Antoniani, 40 anni, cieco e paralizzato dopo un incidente stradale, secondo il procuratore aggiunto Tiziana Siciliano e il pm Sara Arduini, aveva diritto a scegliere una morte dignitosa e se avesse potuto “muoversi liberamente per trenta secondi” avrebbe messo fine alle sue sofferenze da solo. Cappato - che si autodenunciò il giorno dopo la morte di dj Fabo (e da lì partì l'indagine) -, sempre secondo la Procura, accompagnandolo in macchina in Svizzera lo aiutò nell'esercizio di quel “diritto alla dignità della morte”, che non è un “diritto al suicidio”.

La posizione di Cappato

Per il tesoriere dell'Associazione Luca Coscioni i pm avevano già chiesto l'archiviazione, ma fu il gip Luigi Gargiulo a disporre l'imputazione coatta spiegando che Cappato avrebbe “rafforzato” il proposito di suicidio di Antoniani. I pm, in subordine rispetto alla richiesta di assoluzione “perché il fatto non sussiste”, hanno chiesto l'invio degli atti alla Consulta. Nelle ultime dichiarazioni in aula, l'esponente dei Radicali ha spiegato: “Piuttosto che essere assolto per un aiuto giudicato irrilevante, mentre è stato determinante, preferirei essere condannato”. Intanto, l'Associazione Luca Coscioni ha annunciato per giovedì una conferenza stampa alla Camera sul tema “I prossimi passi verso l'eutanasia legale” con Cappato, Filomena Gallo, Marco Gentili e Mina Welby.

Le prime fasi del processo

Il processo era iniziato lo scorso novembre e con la prima udienza era anche partita una campagna web a sostegno di Cappato con l’hashtag #ConCappato. Durante le sue prime apparizioni in Corte d’Assise a Milano, sono stati mostrati alcuni video per dimostrare le condizioni fisiche in cui si trovava dj Fabo e la lunga agonia a cui sarebbe andato incontro nel morire senza supporto medico-farmacologico. Era stato lo stesso Cappato a dire che il processo andava considerato come "un'occasione pubblica per verificare, per le persone che soffrono e per i malati terminali, quali sono i diritti di scelta sull'interruzione delle sofferenze, ma anche per chi vuole vivere". Lo scorso settembre, Cappato aveva deciso di chiedere il giudizio immediato e di saltare la fase dell'udienza preliminare: "Voglio che in Italia finalmente si possa discutere di come aiutare i malati a essere liberi".

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