Genitori anziani, Cassazione conferma adottabilità della loro figlia

Luigi e Gabriella Deambrosis (Foto: Fotogramma)
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Il verdetto mette la parola fine alla battaglia legale iniziata nel 2011. La coppia, 63 e 75 anni, è considerata incapace "di comprendere i bisogni emotivo-affettivi e pratici" della bambina. Il padre: "Sentenza incommentabile". Il legale dei due: "Ricorso a Strasburgo"

La Cassazione mette fine al caso di Luigi e Gabriella Deambrosis, la coppia di genitori di Casale Monferrato ritenuta "troppo" anziana, confermando l'adottabilità della loro bimba avuta quando avevano 70 e 58 anni. Dopo una lunga battaglia legale il verdetto definitivo dei giudici conferma quello della Corte di appello nel 2017 nel processo di secondo grado-bis: la Suprema Corte ha ritenuto i due incapaci "di comprendere quali siano i bisogni emotivo-affettivi e pratici" della bimba, e il padre "totalmente dipendente" dai desideri della moglie "chiusa in un processo narcisistico". La piccola è nata a Torino nel 2010 ed è stata data in adozione: non vede i genitori naturali dal 2013. Il padre della bambina ha definito la sentenza "incommentabile", mentre il legale della coppia annuncia il ricorso alla Corte europea di Strasburgo.

Il padre: "Sentenza che non si può neanche commentare"

"È una sentenza che non si può neanche commentare. Non abbiamo null'altro da dire". Poche parole, dal tono amareggiato, quelle del padre della bimba dopo la sentenza della Cassazione. A sostegno dei genitori, era stata creata, tempo fa, la pagina Facebook "Ridate la figlia alla famiglia Deambrosis". Il sindaco Mauro Gioanola aveva anche promosso, con altri comuni della zona, una petizione con raccolta firme consegnata all'avvocato romano Adriana Boscagli, che segue la coppia, per farla arrivare alla Cassazione.

Il legale: "Faremo ricorso a Corte di giustizia"

L'avvocatessa Adriana Boscagli, legale di Gabriella e Luigi Deambrosis, ha annunciato di voler ricorrere alla Corte di giustizia europea: "Non credo che ci sia mai modo di dire a un genitore 'rinuncia a tuo figlio'. Sicuramente non lo dirò ai signori De Ambrosis e studierò per vedere che cosa devono fare per avere giustizia - ha spiegato - la cosa più semplice, e questo è un dato scontato, è rivolgersi alla Corte di Giustizia europea che già altre volte ha sanzionato lo Stato italiano per avere con troppa superficialità dato in adozione dei bambini". Anche se "non abbiamo ancora in mano la sentenza della Cassazione con le motivazioni".

"Abbandono in macchina? Bimba era in contesto di assoluta sicurezza"

Secondo Boscagli l'episodio da cui è partito tutto, la denuncia per aver lasciato da sola la bambina in macchina, era avvenuto in realtà "in un contesto di assoluta sicurezza, e la bambina dormiva". "La macchina era parcheggiata nel vialetto davanti alla casa in un giardino privato - spiega il legale - quello che capita a tutte le famiglie del mondo, magari più fortunate e che non hanno avuto il vicino di casa zelante che si è preoccupato di chiamare i carabinieri. Questa è l'unica differenza che è capitata a questi signori, poi tutto il resto è stata la conseguenza dello shock, di un trauma, della destabilizzazione che provoca quando un bambino ti viene strappato dalle mani e ti viene permesso di vederlo in uno spazio neutro qualche ora ogni 15 giorni".

"Valutazioni tecniche univocamente negative"

Nella sentenza la Cassazione sottolinea che padre e madre, pur non presentando "caratteristiche di emarginazione sociale, culturale ed economica" e pur avendo collaborato con le "indicazioni" dei servizi sociali, hanno riportato "valutazioni tecniche univocamente negative in ordine all'idoneità genitoriale". I giudici della Cassazione spiegano che la valutazione della vicenda, e la decisione finale di dichiarare l'adottabilità della bimba, non è stata centrata "esclusivamente" sull'episodio di abbandono in auto della piccola per qualche minuto, né solo sull'età di padre e madre, dal momento che le indagini svolte si sono arricchite di "numerosi ulteriori elementi". Secondo la suprema corte la "complessiva valorizzazione e valutazione" di tutti gli elementi raccolti nei processi di merito costituisce un nucleo "incensurabile".

Il caso

La piccola è nata a Torino nel 2010, quando il padre aveva 70 anni e la madre 58, grazie alla fecondazione eterologa. Nel 2011 era scoppiato il caso: il Tribunale dei minori di Torino era intervenuto in seguito a una denuncia per abbandono, fatta dai vicini di casa. Secondo le accuse, i genitori l’avrebbero lasciata sola in macchina per pochi minuti. I giudici avevano stabilito che i due erano troppo anziani per crescerla e inadatti al ruolo genitoriale.

La battaglia legale

La bimba era stata allontanata dalla famiglia biologica all’età di 16 mesi. La Corte d'appello (due volte) e la Corte di Cassazione (nel primo processo) si sono pronunciate per l'adottabilità della bambina, che dal 2013 non ha alcun contatto con i genitori naturali. Ma nel giugno 2016 era arrivata una nuova sentenza della Cassazione in cui si chiedeva di rimettere in discussione il caso, senza tenere conto della denuncia per abbandono (da cui i genitori sono stati assolti) e senza pregiudizi sull'età del padre e della madre naturale. Ma in appello-bis era stata confermata l’adottabilità. Nel frattempo, da circa tre anni la bimba è stata adottata dalla stessa famiglia che l'aveva presa in affido.

Data ultima modifica 14 febbraio 2018 ore 18:13

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