Anonymous, furto di dati a istituzioni: Procura di Roma apre indagine

Foto d'archivio Getty
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Il reato ipotizzato per l'attacco è quello di accesso abusivo ad archivio informatico. La comunità internazionale di hacker ha sottratto e messo in rete informazioni sensibili come mail, numeri di cellulare di agenti delle forze dell'ordine e ordinanze della Questura

La Procura di Roma ha avviato un’indagine sull’attacco informatico di sabato 11 novembre per mano degli hacker di Anonymous, che hanno sottratto numerosi file e dati sensibili di istituzioni italiane ed europee. Il reato ipotizzato è di accesso abusivo ad archivio informatico. A guidare le indagini, affidate alla polizia postale e al Cnaipic (centro nazionale anticrimine informatico per la protezione delle infrastrutture critiche) è il pm Eugenio Albamonte. I documenti resi pubblici da Anonymous sono al momento una quarantina. Nelle prossime ore gli investigatori depositeranno al pm una prima informativa.

Il furto di Anonymous

Dopo l'attacco, gli hacker di Anonymous hanno reso accessibili sul web informazioni sensibili come mail, numeri di telefono, ordinanze di servizio delle Questure ma anche buste paga e fotocopie di documenti di appartenenti a forze di polizia e forze armate. I dati sottratti sono stati resi pubblici sabato 11 novembre sul blog italiano di Anonymous. La Polizia ha spiegato che sono stati sottratti dalle caselle mail di un dipendente della Difesa e di un appartenente alla Polizia. Sono state hackerate anche informazioni sulla visita di Gentiloni a Bologna di mercoledì 15 novembre. La Polizia ha fatto sapere che "al momento non sono state evidenziate ulteriori compromissioni di sistemi informatici istituzionali".

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