Marzabotto, calciatore esulta con saluto fascista. Ira del sindaco

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L’episodio al termine di una gara di calcio di seconda categoria tra la squadra della località emiliana, nota per la strage nazi-fascista del 1944, e il Futa 65. Il giocatore ospite è stato multato e sospeso. Condanna unanime: "Inaccettabile"

Prima il gol, poi l’esultanza: saluto fascista e maglia nera con disegnata l'aquila simbolo della Repubblica di Salò. È successo domenica 12 novembre, al termine di una partita di calcio a Marzabotto, città tristemente nota per la strage nazista del 1944 che portò alla morte di 775 persone. Il giocatore che si è reso protagonista del gesto milita nel Futa 65, squadra che si trova in seconda categoria, e che era ospite del Marzabotto. A segnalare il fatto, in una nota, è il presidente del comitato regionale onoranze ai caduti di Marzabotto, Valter Cardi secondo cui "ancora una volta la città si vede costretta a subire una ennesima e inaccettabile offesa”. Dopo le polemiche, sono arrivate le scuse della società e del calciatore.

Giocatore multato e sospeso

Secondo Valter Cardi, si è trattato di un "atto gravissimo e chiaramente aggravato dalla premeditazione, preoccupante al pari dell'atteggiamento dell'arbitro, il quale non ha preso nessun provvedimento. Non è accettabile che nello sport vi siano queste esibizioni che non sono altro che apologia di fascismo e quindi un reato perseguibile dalle leggi vigenti". Per il giocatore è subito scattata una multa e la sospensione da parte del Futa 65, società che "non era a conoscenza" della maglietta indossata dal proprio calciatore e poi mostrata verso il pubblico di casa.

Il Comune: "Applicazione delle leggi per l’apologia di reato"

Tra i primi a prender posizione contro quel che è accaduto sul campo da calcio c'è l’amministrazione comunale di Marzabotto. Mostrare la maglia con un'aquila fascista è "un atto premeditato che Marzabotto non giustifica per nessuna ragione", ha detto il sindaco della cittadina emiliana, Romano Franchi, secondo cui "questa amministrazione comunale procederà per le vie legali per chiedere l'applicazione delle leggi esistenti, Scelba e Mancino, che puniscono il reato di apologia al fascismo".

Il ministro Lotti: “Inaccettabile”

Sul caso è intervenuto anche il Governo. “È inaccettabile ciò che è avvenuto durante una partita di calcio a Marzabotto, un luogo simbolo di un'immane tragedia che merita il rispetto della memoria. Un gesto che non va sottovalutato ma condannato con fermezza. Non bisogna mai abbassare la guardia”, ha detto il ministro dello Sport, Luca Lotti. Mentre Gianluca Galletti, ministro dell'Ambiente,  affida a Twitter il suo commento: "Vergognoso episodio". Netta la condanna anche per il Presidente della regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, che con un post sulla sua pagina Facebook dice: “Quanto successo sul campo di calcio a Marzabotto è indegno. Per colui che si è reso protagonista di questo gesto propongo che venga obbligato a visitare il Sacrario dove sono stati riuniti i resti delle centinaia di civili inermi trucidati, tra cui tanti bambini, in quella che è una delle più efferate stragi nazi-fasciste”.

La posizione della Figc

È intervenuta anche la Figc. A parlare è il presidente Carlo Tavecchio, secondo cui “siamo di fronte ad un gesto inqualificabile, in un luogo simbolo della violenza nazifascista”. Per questo motivo “ho parlato al telefono con il presidente del Comitato Regionale Emilia Romagna, Paolo Braiati, sollecitando un intervento immediato per consentire alla Giustizia Sportiva di prendere provvedimenti”, ha detto Tavecchio.

Le scuse del Futa 65 e del calciatore

Il Futa 65, oltre a multare e sospendere il proprio giocatore, in una nota si è scusata “per l'accaduto con tutte le persone colpite nel profondo da questo gesto e chiediamo scusa a tutti a nome nostro e del nostro tesserato”. E dalla pagina Facebook della società sono arrivate anche le scuse del giocatore: “Sono consapevole di aver recato offesa non solo alle associazioni partigiane e antifasciste ma a tutta la comunità di Marzabotto. Ho agito con leggerezza senza pensare alle conseguenze che questo mio gesto avrebbe scaturito tanto a livello personale quanto comunitario”.

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