Migranti, sbarco con 26 donne morte: fermati 2 presunti scafisti

I migranti sbarcano dalla nave spagnola Cantabria
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Sarebbero un egiziano e un libico di 29 e 30 anni. Avrebbero trasportato le persone poi portate a terra a Salerno dalla nave militare Cantabria

Un libico e un egiziano sono stati fermati a Salerno: sarebbero due scafisti coinvolti nel trasporto dei migranti, recuperati dalla nave militare spagnola Cantabria e sbarcati in Campania il 5 novembre. A bordo c'erano circa 400 persone e le salme di 26 donne tra i 14 e i 18 anni. I due presunti scafisti hanno 30 e 29 anni.

Lo sbarco della Cantabria

La Cantabria è attraccata al molo 3 gennaio del porto di Salerno. Tra le centinaia di migranti c'erano, oltre alle vittime, 259 uomini e 116 donne, nove delle quali incinte. Non sono invece emerse notizie di situazioni critiche a livello sanitario. Poco dopo lo sbarco, il pm Luca Masini e i medici legali sono saliti a bordo per decidere se fare autopsie. I cadaveri sono stati trasportati all'obitorio di Salerno: le analisi degli specialisti cercheranno di capire se le vittime hanno subito violenze. Si indaga sulla causa della loro morte. La più accreditata sembra essere l'annegamento. Le donne, di origine presumibilmente nigeriana, sarebbero finite in acqua e poi recuperate dopo l'affondamento di un gommone.

Le vittime

Il prefetto di Salerno, Salvatore Malfi, aveva parlato di “tragedia dell'umanità” e affermato che “i ventisei corpi potrebbero essere ventisei omicidi”. “Che qualcuno abbia fatto morire queste donne e non sia stato un fulmine arrivato dal cielo – aveva proseguito Melfi - è una cosa ovvia”. Nove vittime saranno sepolte nel cimitero di Salerno. Gli altri saranno suddivisi tra quelli dei comuni limitrofi.

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