Caso Regeni, i Pm: sentire studenti di Cambridge inviati al Cairo

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Chiesta anche l’audizione della professoressa Maha Abdel Raman, la tutor dello studente italiano che gli aveva chiesto di approfondire il tema dei sindacati indipendenti in Egitto. La risposta: "Pronta a collaborare" 

Continua il lavoro dei magistrati di piazzale Clodio sul caso della morte di Giulio Regeni, il ricercatore italiano trovato senza vita il 3 febbraio 2016 al Cairo. Oltre all'audizione della professoressa Maha Abdel Raman - la docente di Cambridge che ha fatto da tutor all'italiano -, la procura di Roma ha chiesto con una rogatoria anche di identificare e ascoltare, alla presenza di inquirenti italiani, tutti gli studenti che l'università britannica, sotto il controllo della docente, ha inviato al Cairo tra il 2012 e il 2015. 

Tutor: pronta a collaborare

L'università  di Cambridge ha fatto sapere che Abdel Rahman, "ha ripetutamente espresso la sua volontà di collaborare con i procuratori italiani", sottolineando di non voler "rispondere a insinuazioni sensazionalistiche e di nessun aiuto". Il prestigioso ateneo inglese sostiene di non aver "ancora ricevuto una richiesta formale per la testimonianza" della docente e "confida di riceverne una il più velocemente possibile, come abbiamo ripetutamente sollecitato". Nel frattempo, insiste, "sarebbe del tutto inappropriato, e in violazione delle regole processuali, se la dottoressa Abdel Rahman parlasse con i media prima di aver reso la sua testimonianza alle autorità italiane".

L'obiettivo: capire se altri studenti lavoravano sui sindacati indipendenti

I magistrati di piazzale Clodio, da parte loro cercano di capire se anche in altri casi, come quello di Regeni, gli studenti abbiano effettuato ricerche sui sindacati indipendenti che operano in Egitto. Questa era una materia che la tutor aveva chiesto a Regeni di approfondire anche se il suo dottorato riguardava il tema generale dello sviluppo economico dello Stato nordafricano. Le autorità giudiziarie britanniche avranno tempo fino al 23 gennaio per rispondere alla nuova rogatoria che ora formalmente si chiama "Ordine europeo di investigazione" e che è stata notificata in Inghilterra lo scorso 23 ottobre.

La terza rogatoria inviata alle autorità inglesi

La nuova rogatoria inviata dal procuratore capo Giuseppe Pignatone e dal sostituto Sergio Colaiocco è la terza trasmessa alle autorità inglesi. Nella prima, nel giugno del 2016, si chiedeva, tra l'altro, l'audizione proprio di Maha Abdel Raman. Ma la docente si era rifiutata di presentarsi davanti all'autorità giudiziaria inviando, alcune settimane dopo, una mail in cui raccontava di avere incontrato per pochi minuti Regeni la mattina del 7 gennaio del 2016, in un bar del Cairo. In una seconda rogatoria, i pm di piazzale Clodio hanno chiesto alla Oxford Analytica (società di analisi e consulenza) notizie sul rapporto con Regeni. Dalla società hanno fatto sapere che con il ricercatore friulano non c'erano rapporti dal settembre del 2014, quando Giulio li aveva lasciati. Così come non risultano contatti tra il ricercatore e la Fondazione Antipode che avrebbe dovuto finanziare la sua ricerca con 10mila euro. Dalle precedenti rogatorie non è emerso, inoltre, che Regeni avesse conti correnti in Inghilterra riconducibili a lui.

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