Migranti, Cei: “Si rispetti legge, mai fornire pretesti a trafficanti”

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Il cardinale Bassetti, presidente della Conferenza episcopale, in un’omelia a Perugia ha ribadito “il rifiuto di ogni forma di schiavitù” rivendicando “la necessità di un’etica della responsabilità: mai correre il rischio di collaborare con chi traffica carne umana”

"Ribadisco ancora oggi, di fronte alla piaga aberrante della tratta di esseri umani, il più netto rifiuto ad ogni forma di schiavitù moderna”, ha dichiarato il cardinale Gualtiero Bassetti, presidente Cei, intervenendo sulla questione migranti in un’omelia a Perugia. "Rivendico con altrettanto vigore, la necessità di un'etica della responsabilità e del rispetto della legge. Proprio per difendere l'interesse del più debole, non possiamo correre il rischio, neanche per una pura idealità che si trasforma drammaticamente in ingenuità, di fornire il pretesto, anche se falso, di collaborare con i trafficanti di carne umana". 

Bassetti: promuovere cultura dell’accoglienza

L'arcivescovo Bassetti, presiedendo nella Cattedrale di Perugia il pontificale di San Lorenzo, ha sottolineato l’importanza di "promuovere, come ci insegna il Papa quotidianamente, la cultura dell'accoglienza e dell'incontro che si contrappone a quella dell'indifferenza e dello scarto. Ma dobbiamo farlo con grande senso di responsabilità verso tutti", ha detto il porporato.

“Sfida da affrontare con consapevolezza”

Il cardinale Bassetti ha citato come "motivo di angoscia per me pastore della Chiesa, ma anche cittadino consapevole della necessità della ricerca del bene comune per il suo Paese", la situazione che riguarda "i migranti e i rifugiati". "Alcuni dei quali - ha ricordato nell'omelia - sono ospitati nelle strutture ricettive della nostra diocesi". "Alcuni mesi fa ho detto che questa sfida va affrontata con una profonda consapevolezza, grande coraggio e immensa carità. Elementi che però non bisogna mai disgiungere dalla dimensione della responsabilità. Responsabilità verso chi soffre e chi fugge, responsabilità verso chi accoglie e porge la mano’".

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