Stupri e riti religiosi su minori, guru della setta respinge le accuse

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Il 73enne in carcere per associazione per delinquere finalizzata alla violenza sessuale aggravata risponde alle domande del gip ma si dice innocente. Secondo l'accusa, l’associazione che presiedeva era una vera e propria setta, una comunità degli orrori al suo servizio

Respinge le accuse Pietro Capuana, 73 anni, da ieri in carcere per associazione per delinquere finalizzata alla violenza sessuale aggravata ai danni di minori. Il capo dell'associazione laica di ispirazione religiosa 'Cultura e ambiente' - secondo l'accusa una vera e propria setta, una comunità degli orrori al suo servizio - ha ribadito la sua innocenza e, spiega il suo legale, l'avvocato Mario Brancato, ha "risposto puntualmente a tutte spiegazioni e alle contestazioni che gli sono state mosse".

Il difensore: Capuana è invalido al 100%

Il difensore ha inoltre presentato istanza di scarcerazione del suo assistito: "E' una persona anziana gravemente malata – ha sottolineato – invalido al 100%, soffre di una grave forma di diabete ed è cardiopatico: le sue condizioni di salute non sono compatibili col la detenzione, in carcere rischia la vita".

L’accusa

Il 73enne, da 25 anni alla guida di una comunità laica di ispirazione cattolica ad Aci Bonaccorsi, in provincia di Catania, secondo l'accusa avrebbe violentato ragazzine di età compresa tra i 13 e 15 anni. Al centro degli accertamenti della polizia postale la denuncia della madre, una delle 5.000 persone che frequentano l'associazione, che sul telefonino della figlia ha scoperto la violenza sessuale che la ragazza e altre sue amiche avrebbero subito dall’uomo che si spacciava per “reincarnazione dell'Arcangelo" e che considerava le violenze “atti purificatori”.

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