Omicidio Sara, il gup: Paduano uccise perché aveva perso il dominio

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È quanto si legge nelle motivazioni della sentenza che il 5 maggio scorso ha condannato all'ergastolo il vigilantes che il 29 maggio 2016 ha ucciso la studentessa di 22 anni, dopo averla strangolata e data alle fiamme nei pressi della Magliana a Roma

Voleva il potere di dominio sull'ex fidanzata e sulla sua vita e voleva punirla per essersi ribellata. Il tutto con l'aggravante di non essersi neanche scusato. Lo scrive il gup di Roma Gaspare Sturzo nelle motivazioni della sentenza che il 5 maggio scorso ha condannato all'ergastolo Vincenzo Paduano per l'omicidio di Sara Di Pietrantonio. Il vigilantes di 27 anni ha ucciso la studentessa di 22, dopo averla strangolata e data alle fiamme nei pressi della Magliana il 29 maggio 2016.

Paduano voleva potere di dominio

Per il gup la fine del rapporto sentimentale della coppia aveva scatenato un desiderio di possesso di Paduano che sconfinava nella persecuzione. L’uomo, si legge nelle motivazioni, "esigeva rispetto da Sara, pretendendo che lei continuasse a chiamarlo, a scambiare con lui messaggi, visite, riferendogli che cosa facesse e con chi si vedesse, imponendo quindi la sua ingombrante presenza". Insomma, una presenza violenta e minacciosa nella vita della studentessa "colpevole", dopo la chiusura della storia con il vigilantes, di aver cominciato una nuova storia d'amore. Secondo il gup Sturzo, il "rifiuto di Sara di subire ancora la presenza di Paduano nella sua vita e, quindi, la conseguente perdita del dominio fino allora da questi esercitato sulla ragazza sono il movente del delitto e sono elementi che rappresentano al tempo stesso un indice della spregevolezza del fatto quale motivo abietto". 

Ossessionato da Sara

"Il pedinamento di Sara - si legge nelle motivazioni alla sentenza di condanna emessa a conclusione del processo tenutosi con il rito abbreviato - non solo telematico (attraverso ripetuti accessi su Fb e whatsapp e la geolocalizzazione del cellulare), ma anche fisico, non è un dato occasionale, ma una costante dei profili della condotta illecita di Paduano".   

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