Cosenza, incassavano le pensioni di parenti morti: 11 indagati

L’importo complessivo ritirato in maniera fraudolenta ammonterebbe a oltre 452mila euro (Archivio Fotogramma)
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Il nucleo di Polizia tributaria, dopo aver effettuato controlli su 15mila persone rientranti negli elenchi forniti dall'Inps, ha scoperto che alcuni pensionati deceduti continuavano a percepire l'indennità

I pensionati erano deceduti da tempo, ma i cointestatari o i delegati dei conti continuavano a riceverne regolarmente la pensione. Con questa accusa 11 persone sono state indagate a seguito di un'indagine del nucleo di Polizia tributaria di Cosenza. L’importo complessivo ritirato in maniera fraudolenta ammonterebbe a oltre 452mila euro.

 

Controlli su 15mila persone

Per smascherare questa "indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato" gli agenti hanno effettuato controlli su 15mila persone rientranti negli elenchi forniti dall'Inps, in tutti i comuni della provincia di Cosenza. Dagli accertamenti, che sono stati svolti su pensionati ultranovantenni, è emerso che alcune persone, sebbene decedute, continuavano a percepire l'indennità anche dopo la data di morte. L’operazione è stata possibile grazie alla collaborazione dei Comuni, che hanno comunicato alla Polizia Tribitaria l'esistenza in vita o l'eventuale data del decesso dei soggetti residenti nel proprio territorio. Per i denunciati il Giudice delle Indagini preliminari presso il Tribunale di Castrovillari, Letizia Benigno, ha disposto provvedimenti di sequestro preventivo di somme e beni equivalenti al profitto dei reati.

 

Ritirati indebitamente fino a 77mila euro

Tra i denunciati, l'importo più alto lo ha raggiunto una cinquantacinquenne residente in provincia di Cosenza, che ha incassato oltre 77mila euro per un parente defunto nel 2012. Altri due indagati, invece, essendo cointestatari del conto corrente con il deceduto, venuto a mancare nel 2012, hanno continuato a ricevere indebitamente circa 62mila euro. 

 

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